Csm, Commissione raccoglie grido allarme polizia penitenziaria

Red/Cro/Bla

Roma, 8 nov. (askanews) - La Commissione del Csm sulla magistratura di sorveglianza e l'esecuzione della pena, presieduta dal togato Sebastiano Ardita, nel quadro di una serie di incontri programmati con gli addetti ai lavori, ha ascoltato oggi una qualificata rappresentanza della Polizia penitenziaria. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti delle maggiori organizzazioni rappresentative che hanno rappresentato il disagio per i rischi cui vanno incontro i componenti del corpo nel difficile compito loro affidato all'interno delle carceri.

"La situazione è insostenibile " hanno riferito molti degli agenti auditi, "siamo chiamati a svolgere turno fino a sedici ore, con un burn out elevatissimo e in condizioni nelle quali un solo agente deve controllare da solo fino a cento detenuti. I suicidi tra appartenenti al corpo in 6 anni, dal 2013 dal 2018 sono stati 35, ma solo in questo anno sono già a 10. Vengono riportate sulla stampa solo le notizie negative relative a pochi isolati casi di infedeltà ai doveri, ma nulla viene detto dei sacrifici enormi che compie la quasi totalità degli agenti. Sono centinaia le aggressioni e i ferimenti ai danni di agenti. L'altro giorno uno di noi ha salvato la vita un detenuto affetto da hiv che stava in una pozza di sangue, noncurante del pericolo", hanno riferito gli esponenti della penitenziaria chiedendo che anche il Csm si facesse carico della loro tutela giuridica e di immagine.

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