Csm, differire entrata in vigore riforma intercettazioni

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Roma, 12 feb. (askanews) - Differire l'entrata in vigore della riforma delle intercettazioni - prevista per il 1 marzo prossimo - di almeno tre mesi. Lo chiede la Sesta Commissione del Csm, nel parere che verrà discusso domani in Plenum, a firma dei togati Giuseppe Marra e Nino Di Matteo.

"Non può non rilevarsi come il breve termine previsto - pari a due mesi - appaia assolutamente inadeguato, in considerazione della complessità delle misure organizzative e tecniche da adottare, anche a tutela della sicurezza dei dati, e del numero di Uffici di Procura, di piccole, medie e grandi dimensioni, che dovranno dotarsi di strumenti nuovi e articolati, anche sotto il profilo tecnico e logistico", si legge nel parare sottolineando che "in ragione di questo sarebbe, quindi, auspicabile che, in sede di conversione del D.L., fosse previsto un differimento dell'efficacia delle nuove disposizioni di almeno tre mesi".