Csm, Lanzi: no adautomatismi sul cambio di funzioni

Red-Bla/Ral

Roma, 23 ott. (askanews) - Il consigliere laico Alessio Lanzi, nel corso del Plenum del pomeriggio, (in merito a due pratiche di Terza Commissione sulla copertura di due posti di giudice al Tribunale di Messina e sette posti di giudice al Tribunale di Milano) ha chiesto il ritorno in Commissione della posizione delle dottoresse Ramundo e Sciglio, stralciandole dalle relative delibere (richiesta respinta a maggioranza dal Plenum) "in quanto si tratta di magistrati che verrebbero assegnati a una nuova sede, mutando le funzioni da pm a quelle di giudice, senza una puntuale valutazione sull'idoneità al cambio di funzioni da parte del Csm".

"Il tenore letterale della norma - ha proseguito - è molto farraginoso: il passaggio di funzioni da pm a giudice e vice versa è consentito di regola senza considerazioni del distretto di appartenenza, previa partecipazione ad un corso di preparazione funzionale e previo parere del Consiglio giudiziario, all'esito di tutto ciò dovrebbe intervenire la valutazione del Csm. Mi sembra riduttivo e semplicistico il tenore di questa delibera che non esprime il parere motivato del Csm, ma solo quello del Consiglio giudiziario, contraddicendosi peraltro, con la norma".

"Rilevo - ha sottolineato il laico Lanzi - come questa delibera sia carente nella motivazione, anche perché il tema è molto delicato e di grande interesse perché attinge al tema della separazione delle carriere, di cui mi sono sempre fatto portavoce, e dimostra quanto sia opportuna e necessaria una legge che separi realmente le carriere. Questa delibera, infatti, dimostra che non è vero, se questo è il contesto operativo, che il cambio di funzioni è difficoltoso, visto che basta un parere del Consiglio giudiziario per passare dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti. Non ci può essere un automatismo senza filtro critico come in questi due casi".