Csm nomina Giovanni Salvi procuratore generale della Cassazione

Salvi procuratore generale Cassazione

Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato Giovanni Salvi nuovo procuratore generale della Cassazione dopo le dimissioni del predecessore Riccardo Fuzio. Presente anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Salvi nuovo procuratore generale della Cassazione

A Salvi il plenum del Csm ha dato 12 voti, contro i 4 presi dal pg di Napoli Luigi Riello e i 3 andati all’avvocato generale della Cassazione Marcello Matera. Cinque membri del Consiglio si sono astenuti durante le votazioni.

Mattarella ha rivolto al nuovo procuratore i più fervidi auguri di buon lavoro. Ha poi colto l’occasione per ribadire la necessità, da parte del Csm, di garantire all’ordine giudiziario e alla Repubblica tutta che le nomine vengano effettuate esclusivamente in base alla capacità professionale dei candidati.

Il predecessore Riccardo Fuzio si era dimesso a luglio in quanto indagato per rivelazioni del segreto d’ufficio nella vicenda legata al pm Luca Palamara.

Chi è Giovanni Salvi

Giovanni Salvi fa parte del mondo della magistratura da 40 anni . Per 20 il suo nome è stato legato alla procura di Roma, in cui ha fatto ingresso nel 1984. Nel corso della sua permanenza qui si è occupato di indagini delicate, fra cui quelle sulla strage di Ustica e sugli omicidi di Pecorelli e Calvi. L’esperienza nella capitale si è interrotta nel 2002 quando entra a far parte del Csm nella lista di Magistratura democratica confluita poi in Area.

Dal 2011 al 2015 la sua attività è invece legata alla procura di Catania. Qui ha coordinato diverse inchieste sul traffico di migranti e sulla mafia. Grazie alle indagini condotte e alla collaborazione di alcuni capi di Cosa Nostra, è riuscito a risalire ai responsabili di delitti centrali per ricostruire le vicende nazionali dell’organizzazione mafiosa. Un esempio su tutti: l’omicidio di Luigi Lardo.

A Roma ha poi fatto ritorno nel 2015 da procuratore generale, nominato all’unanimità dal Consiglio. Nella sua carriera è stato anche vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati negli anni dello scontro tra le toghe e il governo Berlusconi.