Csm, ok parere su dl 'antiscarcerazioni', ma dubbi su diritto difesa

Red/Cro/Bla

Roma, 17 giu. (askanews) - Il Plenum del Csm ha approvato a maggioranza (con 3 astensioni, i laici Donati e Gigliotti e il pg Salvi), il parere di VI Commissione sul cosiddetto dl 'antiscarcerazioni', le norme in materia penitenziaria contenute nei decreti legge n.28 e n.29 in corso di conversione.

"L'articolato parere se da un lato ha espresso un giudizio positivo sul coinvolgimento della Procura Nazionale Antimafia e delle Procure Distrettuali nel procedimento per la concessione dei permessi cosiddetti di necessit" e "per la concessione o proroga della detenzione domiciliare in deroga ex art. 47 ter, comma 1 ter, Ord. Pen., nonch per tale ultimo beneficio circa l'introduzione della possibilit di revoca immediata quando vengono a cessare le condizioni previste dalla legge, dall'altro ha formulato severe critiche alla disciplina che regola (art.2 D.L. 29/20) il procedimento per il ripristino della detenzione carceraria a seguito di rivalutazione periodica della permanenza dei motivi connessi all'emergenza sanitaria COVID -19". Lo sottolineano in una nota i Consiglieri togati di A&I Sebastiano Ardita, Piercamillo Davigo, Giuseppe Marra (relatore della delibera) e Ilaria Pepe.

"In particolare stato stigmatizzato che l'eventuale decisione del magistrato di sorveglianza di ripristinare la detenzione carceraria verrebbe assunta senza alcun contraddittorio con il soggetto interessato o con il suo difensore, non essendo peraltro prevista un'apposita udienza camerale, malgrado la decisione incida in maniera diretta sul diritto alla salute, nella specie alle cure pi adeguate", aggiungono.

"In secondo luogo stato evidenziato che l'introduzione di un procedimento di rivalutazione delle condizioni esistenti al momento del provvedimento di concessione della detenzione domiciliare o del rinvio dell'esecuzione della pena, da effettuare con scansioni temporali molto ravvicinate e con un'istruttoria complessa, rappresenta oggettivamente un notevole aggravio per i magistrati di sorveglianza, che gi sono stati onerati con il DL n.18 del marzo scorso, dei compiti connessi ad un provvedimento di legge cd svuotacarceri. In sostanza nel giro di pochi mesi la magistratura di sorveglianza, a risorse invariate, ha dovuto affrontare il problema carcerario, sotto diversi profili, a fronte di modifiche normative caratterizzate da notevoli criticit, e di questo ne abbiamo dato atto nel dibattito di Plenum a dimostrazione che la magistratura italiana dotata di grandi professionalit", concludono Ardita, Davigo, Marra e Pepe.