Csm, per nomina capo procura Roma audizioni candidati dal 22/10

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Roma, 24 set. (askanews) - Per la successione a Giuseppe Pignatone, capo della Procura di Roma, il Csm riavvolge il nastro e riparte da zero, dopo lo stop provocato dal coinvolgimento dell'ex consigliere del Csm, Luca Palamara, indagato per corruzione, nell'inchiesta della procura di Perugia sul tentativo di condizionamento delle nomine dei vertici di alcuni degli uffici giudiziari più importanti d'Italia, tra cui quello della Capitale.

Il presidente della V Commissione del Csm, Mario Suriano, ha reso noto che nella seduta di ieri sono state disposte le audizioni degli aspiranti all'incarico di procuratore della Repubblica di Roma nei giorni 22 e 24 ottobre.

Lo scorso 23 maggio la stessa V Commissione aveva ristretto la rosa dei candidati a capo della procura di Roma a Giuseppe Creazzo (Unicost) procuratore di Firenze, Francesco Lo Voi (Mi) procuratore di Palermo e Marcello Viola (Mi) procuratore generale di Firenze. Ma l'iter era stato bloccato dopo la diffusione sui quotidiani delle intercettazioni dei colloqui di Palamara in un hotel romano con i deputati del Pd, Cosimo Ferri e Luca Lotti, e alcuni consiglieri del Csm Luigi Spina, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli (Unicost), Corrado Cartoni e Antonio Lepre (MI). I cinque togati, in tempi diversi, hanno presentato le loro dimissioni da consiglieri del Csm.

Per la corsa alla poltrona lasciata vacante da Pignatone, tornano in ballo tutti e 13 i magistrati che avevano presentato la propria candidatura lo scorso febbraio. Oltre a Creazzo, Lo Voi e Viola, ci sono anche Salvatore Vitello, procuratore della Repubblica di Frosinone, Francesco Prete, procuratore della Repubblica a Siena, Claudio Di Ruzza, procuratore della Repubblica di Campobasso, Alessandro Mancini, procuratore della Repubblica di Ravenna, Giuseppe De Falco, procuratore della Repubblica di Velletri, Leonida Primicerio, pg a Salerno, Antonio Maruccia, pg a Lecce, Michele Prestipino, procuratore aggiunto di Roma, Cuno Tarfusser, giudice della Corte penale internazionale, Giuseppe Corasaniti, capo del Dipartimento Affari di Giustizia del ministero della Giustizia.