Cts consiglia stretta maggiore sugli sport di contatto

Luciana Matarese
·Giornalista
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(Photo: ANSA)
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Sì al limite di 30 persone per i ricevimenti post matrimoni, funerali, comunioni e cresime, sì al coprifuoco alle 24 per ristoranti, bar e locali che hanno il servizio al tavolo e alle 21 per le attività che non ce l’hanno e sì ai limiti di posti per manifestazioni all’aperto e negli stadi e nei palazzetti - compresa, per questi ultimi, la rimodulazione della capienza al 15%. Quando, però, si è trattato di rispondere al quesito relativo allo stop sugli sport di contatto, per la dimensione amatoriale, gli esperti del Comitato tecnico scientifico - cui è stato chiesto il parere sulle quattro misure portanti del Dpcm che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si appresta a firmare - hanno accompagnato la loro valutazione, pure positiva, a una precisazione.

La limitazione imposta per tenere a freno la diffusione del contagio “è condivisibile”, ma gli sport di contatto sono situazioni pericolose e occasioni di contagio indipendentemente dalle categorie e dai protocolli adottati da società e federazioni: questo, in sintesi, il senso delle considerazioni espresse dal Cts. “Che - ha sottolineato uno degli esponenti più ascoltati subito dopo la riunione - non ha mai sdoganato gli sport di contatto”. Nella risposta al quesito che era stato loro rivolto in vista del via libera al nuovo Dpcm, scienziati e tecnici hanno ricordato quasi a volerne rimarcare la coerenza, la loro posizione. Sempre la stessa, ispirata al principio della massima cautela, nonostante le polemiche sull’opportunità, per esempio, di fermare il campionato di calcio di serie A dopo che vari giocatori di diverse squadre sono risultati positivi al Coronavirus.

Puntualizzazione non da poco, insomma, quella del Cts, messa nero su bianco un attimo prima che la bozza del decreto fosse trasferita alle Regioni per l’ultimo confronto prima della firma.

Nel provvedimento che Conte sta per firmare non rientrerà, invece, quella che al momento resta un’idea cara al ministro della Salute, Roberto Speranza, e cioè di far entrare nel mercato italiano - con l’obiettivo di aumentare l’offerta e velocizzare il sistema di rilevamento dei contagi - test salivari e tamponi rapidi certificati non solo dai Paesi dell’Unione Europea, ma anche da quelli del G7. Questione accennata nella riunione di stasera, sulla quale il Cts potrebbe essere chiamato ad esprimere un parere in futuro. Per il momento, sforzi e attenzione sono concentrati sul nuovo Dpcm pensato con l’obiettivo preciso di fare in modo che gli italiani rispettino il più possibile le regole anti contagio, limitando le occasioni in cui il virus si diffonde più facilmente per fermarne la corsa e scongiurare il rischio di un nuovo lockdown nazionale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.