A Cuba il presidente fa autocritica, prime concessioni. Sarebbero 5mila gli arresti

·3 minuto per la lettura
Cuban President Miguel Diaz Canel (L) and First Secretary of the Cuban Communist Party, Cuban former president Raul Castro (Photo: YAMIL LAGE via Getty Images)
Cuban President Miguel Diaz Canel (L) and First Secretary of the Cuban Communist Party, Cuban former president Raul Castro (Photo: YAMIL LAGE via Getty Images)

La prima concessione del regime cubano è la flessibilità doganale. Il Governo cubano ha autorizzato l’ingresso temporaneo “senza limiti” nel Paese di generi alimentari, prodotti per l’igiene e medicinali - merci che scarseggiano nel mercato nazionale - senza il pagamento di tariffe. Tali importazioni saranno consentite da lunedì prossimo fino al 31 dicembre 2021, ha annunciato in televisione il primo ministro Manuel Marrero dopo le dure proteste scoppiate a Cuba negli ultimi giorni contro la crisi economica. Tra le richieste dei manifestanti c’è anche la possibilità che le persone che arrivavo a Cuba importino beni senza pagare i dazi doganali.

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel per la prima volta fa autocritica, affermando che le carenze dell’esecutivo nella gestione dei problemi del Paese hanno avuto un ruolo nelle proteste di questa settimana. Ma in un discorso televisivo tenuto mercoledì sera ha anche invitato i cubani a non agire con odio, in riferimento alle violenze dei giorni scorsi. Fino ad ora, il Governo aveva incolpato solo i social media e il governo degli Stati Uniti per le proteste del fine settimana, le più grandi viste a Cuba da un quarto di secolo fa, quando l’allora presidente Fidel Castro era sceso personalmente in strada per calmare le piazze. “Dobbiamo acquisire esperienza dai disordini. Dobbiamo anche fare un’analisi critica dei nostri problemi per agire e superare, ed evitare che si ripetano”, ha detto Diaz-Canel. “La nostra società non è una società che genera odio e quelle persone hanno agito con odio”, ha continuato. “Il sentimento dei cubani è un sentimento di solidarietà e queste persone hanno compiuto questi atti armati, con atti di vandalismo, urlando per la morte, pianificando di razziare luoghi pubblici, rompendo, rubando, lanciando pietre”, ha sottolineato. Diaz-Canel ha affermato che questa “situazione complessa” è stata sfruttata “da coloro che non vogliono realmente che si sviluppi la rivoluzione cubana o un rapporto civile rispetto agli Stati Uniti”.

Il provvedimento eccezionale sui dazi, approvato d’urgenza, attenua la legislazione in vigore a Cuba sulle importazioni, che consiste in un complesso sistema di punti e limiti di peso che stabilisce tariffe sugli oggetti in eccesso portati dall’estero dai viaggiatori. Nel caso dei medicinali, sono ammessi nel Paese fino a 10 chilogrammi. A partire da lunedì, tutte queste restrizioni saranno eliminate ai punti di ingresso a Cuba, ad eccezione degli aeroporti di Cayo Coco e Varadero, ha affermato il primo ministro. L’effetto di questa misura dovrebbe essere limitato, almeno nel breve termine, poiché a causa della pandemia i voli internazionali operanti da Cuba sono limitati a poche settimane, parte dei quali sulla rotta L’Avana-Madrid e i collegamenti con paesi vicini come Stati Uniti, Messico e Panama sono ridotti al minimo.

A Cuba a causa della pandemia, alcuni beni di prima necessità diventati sempre più scarsi negli ultimi mesi, si è drasticamente ridotto anche il numero dei voli e quindi la quantità di articoli portati dall’estero da privati, che in molti casi sono stati venduti sul mercato nero. Proprio la carenza di prodotti di base, insieme ai continui blackout, ha spinto gli abitanti di San Antonio de los Banos (30 km a est dell’Avana) a scendere in piazza a protestare, suscitando proteste simili in decine di città di tutta Cuba, con numerosi scontri e arresti.

Sarebbero più di cinquemila le persone arrestate a Cuba durante i tre giorni di proteste contro il governo, tra cui 120 attivisti e giornalisti, secondo un rapporto diffuso dal sito 14ymedio che cita fonti della società civile. Brutali i metodi usati dalle forze della sicurezza nei confronti dei manifestanti, come si vede anche dai filmati diffusi da Human Rights Watch. Almeno un morto, durante le proteste, secondo i media di stato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli