Cucchi, appello medici Pertini: attesa sentenza il 14 novembre

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Roma, 11 ott. (askanews) - Ultimo rinvio per il terzo processo d'appello ai medici dell'ospedale Sandro Pertini dove Stefano Cucchi morì il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato dai carabinieri per detenzione di sostanze stupefacenti. Dopo la conclusione degli interventi dei difensori i giudici della II corte d'assise d'appello hanno fissato al 14 novembre la data per ulteriori possibili repliche del pg, quindi per la camera di consiglio e la sentenza. Il verdetto arriverà lo stesso giorno di quella a carico dei carabinieri. Quello sarà pronunciato nell'aula bunker di Rebibbia e questo nei saloni della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio.

Di fronte al collegio di seconda istanza, si ricorda, sono sotto accusa, dopo le sentenze e la decisione annullata dalla Corte di Cassazione, riguarda le posizioni del primario Aldo Fierro e dei medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo che si occuparono a vario titolo del geometra 31enne. Il difensore del professor Fierro, l'avvocato Gaetano Scalise, ha sottolineato: "Il mio assistito va assolto con formula piena. Andando incontro alle indicazioni dei supremi giudici e rendendo merito alla scienza medica. Il professor Fierro non ha avuta alcuna responsabilità".

Il penalista ha poi aggiunto: "I diversi consulenti che si sono alternati in questa vicenda non hanno dato soluzioni chiare, incontrovertibili. L'unico dato certo che nessuno può controbattere è che il decesso è stato improvviso e non prevedibile". La richiesta di tutti i difensori è stata quella di una assoluzione e non di una dichiarazione di 'non doversi procedere' per intervenuta prescrizione del reato di omicidio colposo, come invece era stato sollecitato prima dell'estate dalla Procura.

L'accusa aveva spiegato che non fosse vero che Cucchi non fosse collaborativo e avesse una preconcetta preclusione agli esami clinici e all'assunzione di acqua e cibo. "Sicuramente era un paziente difficile ma poteva essere malleabile. Penso che con un tocco di umanità in più poteva essere curato, alimentato e anche salvato", aveva spiegato il pg.