Cucchi bis, nuove prove: mostrata lettera con la richiesta d’aiuto

Cucchi bis, nuove prove: mostrata lettera con la richiesta d’aiuto

Una delle notizie di cronaca che ha agitato maggiormente l’opinione pubblica nel corso dell’ultimo decennio, sembra stia giungendo ad una verità dopo anni di oblio e oscurità. E’ la concitata vicenda di Stefano Cucchi, deceduto il 22 ottobre del 2009 all’ospedale Pertini (è tutt’ora in corso un nuovo processo penale) a causa delle percosse riservategli dai carabinieri Alessio di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, accusati di omicidio preterintenzionale.

La copia della lettera

Nel corso della giornata odierna (3 ottobre 2019) durante il processo Cucchi bis, tenutosi nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, è stata mostrata una copia della lettera originale stilata da Stefano Cucchi poco prima di morire, inviata a uno degli operatori della comunità terapeutica Ceis presso la quale si trovava sotto cura. “Ciao Francesco, sono al Sandro Pertini in stato d’arresto. Scusa se stasera sono di poche parole ma sono giù di morale e posso muovermi poco. Volevo sapere se potevi fare qualcosa per me. Adesso ti saluto, a te e agli altri operatori. Per favore rispondimi“. La conferma dell’autenticità della missiva arriva dalle dichiarazioni rilasciate in aula dall’avvocato Fabio Anselmo: “Questa è la lettera che ha scritto Stefano Cucchi poche ore prima di morire. Ne siamo venuti in possesso in modo rocambolesco, l’abbiamo depositata subito alla Procura della Repubblica. La grafia è quella di una persona fortemente sofferente, che scrive al Ceis, scrive alla comunità. Si è sostenuto che lui non fosse più interessato alla vita, ma Stefano voleva avere un futuro e questa è una prova documentale inconfutabile. Ha rifiutato cibo e acqua, era devastato dai dolori dei traumi subiti“.