Cucchi, giudici: silenzio Tedesco a causa 'muro' superiori

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Roma, 6 feb. (askanews) - Viene ritenuto "credibile" dai giudici della Corte d'Assise, il cosiddetto 'superteste' Francesco Tedesco, uno dei primi carabinieri che raccontò del pestaggio di Stefano Cucchi. Nelle motivazioni della sentenza del novembre scorso i magistrati spiegano l'assoluzione del militare dall'accusa di omicidio preterintenzionale e la condannato per falso a due anni e mezzo. "La narrazione del militare dell'Arma" sulle fasi del pestaggio è stata riscontrata da diversi elementi probatori.

Tedesco è intervenuto non soltanto per fare "cessare l'azione violenta" ma "ha spiegato in modo comprensibile e ragionevole il suo pregresso silenzio, sottolineando il 'muro' che aveva avuto la certezza gli si fosse parato dinnanzi costituito dalle iniziative dei suoi superiori, dirette a non far emergere l'azione perpetrata ai danni di Cucchi, e a non perseguire la volontà di verificare che cosa fosse realmente accaduto", la sera in cui Stefano venne arrestato.

In base all'istruttoria dibattimentale è stato possibile acquisire una molteplicità di univoci riscontri alla ricostruzione dei fatti operata da Tedesco e per altro aspetto - si spiega - "questi ha offerto una spiegazione del suo pregresso silenzio assolutamente comprensibile e ragionevole alla stregua proprio delle emergenze processuali inerenti sia la formazione del falso ideologico, sia quella serie di condotte attribuite alla catena di comando dell'Arma che saranno oggetto di accertamento giudiziale in un altro dibattimento ma che nel corso dell'istruttoria svoltasi dinnanzi a questa Corte hanno evidenziato quantomeno elementi di scarsa trasparenza e collaborazione per l'accertamento della verità fattuale relativa alla vicenda in esame".

E rispetto agli "aspetti relativi alla credibilità intrinseca del racconto di Tedesco va ricordato come l'imputato ha spiegato il suo pregresso silenzio sottolineando il 'muro' che aveva avuto la certezza gli fosse parato dinnanzi costituito dalle iniziative dei suoi superiori dirette a non far emergere l'azione violenta perpetrata ai danni di Cucchi".

E "molteplici erano state le successive iniziative provenienti dai gradi superiori. Che di certo non perseguivano la volontà di verificare cosa fosse realmente accaduto ai danni di Cucchi punto solo per cenni vanno sottolineati la richiesta di modificare le prime relazioni di servizio dei militari Colicchio e di Sano laddove sarebbe stato troppo esplicito nel denunciare le reali condizioni in cui avevano visto l'arrestato nella fase nella sua presenza presso la caserma Tor Sapienza".