Cucchi, giudici: Stefano era in buoni condizioni fino a pestaggio

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Roma, 6 feb. (askanews) - "Stefano Cucchi, vivendo sino alla sera del 15 ottobre del 2009, in una condizione di sostanziale benessere, se non avesse subito un evento traumatico, cioè un'azione lesiva inferta da taluno, non avrebbe sofferto di molteplici e gravi lesioni, con l'instaurarsi di accertate patologie che hanno portato al suo ricovero e da lì a quel progressivo aggravarsi delle sue condizioni che lo hanno condotto alla morte". Lo scrivono i giudici della corte d'Assise di Roma in un passo delle motivazioni della sentenza con cui hanno condannato due carabinieri a 12 anni, (Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro accusati omicidio preterintenzionale), e altri due per falso (il maresciallo Roberto Mandolini e Francesco Tedesco).

E poi si aggiunge: "L'istruttoria dibattimentale ha consentito di raggiungere delle indubitabili certezze: a seguito dell'arresto di Stefano Cucchi e, in particolare, in sede di fotosegnalamento presso la compagnia 'Casilina' si è verificato un evento traumatico ai suoi danni; a seguito e in ragione di detto evento egli ha subito varie lesioni tali da necessitare con urgenza il ricovero in ambiente ospedaliero; nella specie trattandosi di soggetto in stato di detenzione, presso il reparto di medicina protetta dell'ospedale 'Sandro Pertini'. Qui, a distanza di cinque giorni, Cucchi è morto. (Segue)