Cucchi, giudici: Stefano era in buoni condizioni fino a pestaggio -2-

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Roma, 6 feb. (askanews) - Per il caso Cucchi la "catena causale - afferma la corte - che parte, dunque, da un'azione palesemente dolosa illecita che ha costituito la causa prima di un'evoluzione patologica alla fine letale". Secondo la corte si tratta di "uno schema che, così, corrisponde perfettamente alla previsione normativa in tema di nesso di casualità tra condotta illecita ed evento e che, d'altra parte, rende chiara la differenza tra la mera causalità biologica, secondo la quale nessuna delle singole lesioni subite da Cucchi sarebbe stata idonea a cagionare la morte, e la causalità giuridico penale, nel rispetto della quale il nesso di causalità sussiste se quelle lesioni, conseguenza di condotta delittuosa, siano state tali da innescare una serie di eventi terminati con la morte, così come si è verificato nel caso in esame".

Va "escluso che fossero intervenute cause sopravvenute da sole sufficienti a cagionare l'evento morte. Non possono considerarsi tali un atteggiamento di scarsa compliance del paziente con gli interventi terapeutici proposti - scarsa adesione che emersa dalle adesioni del personale infermieristico escusso in dibattimento e dalle annotazioni in cartella clinica e sul diario infermieristico - nè la possibilità/probabilità di negligenze nel trattamento medico e/o infermieristico, inerenti scarsi controlli sul paziente, e in particolare sull'andamento della diuresi e sull'efficienza del cateterismo".