Cucchi, giudici: violenza perpetrata durante servizio cc

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Roma, 6 feb. (askanews) - "E' risultato pacifico che Cucchi, senza ragione, avesse non solo e non tanto rifiutato di sottoporsi al fotosegnalamento, ma avesse anche insultato i militari che stavano legittimamente svolgendo il loro servizio, tenendo una condotta quantomeno oltraggiosa nei loro confronti". Lo affermano i giudici della Corte d'assise di Roma nelle motivazioni della sentenza con cui sono stati condannati due carabinieri a 12 anni per il pestaggio di Stefano Cucchi.

"Se è indiscutibile che la reazione tenuta da D'Alessandro e Di Bernardo sia stata illecita e assolutamente ingiustificabile, è pur vero che la ragione che ha poi sotteso la loro condotta non può considerarsi così sproporzionata e banale da poter configurare i motivi futili", continua la corte.

Secondo i giudici "l'azione violenta è stata perpetrata nel corso dello svolgimento del servizio d'istituto, quindi, per un verso facendo un uso distorto dei poteri di coercizione inerenti il loro servizio, per altro aspetto violando il dovere di tutelare l'incolumità fisica della persona sottoposta al loro controllo".

"Il fatto si è svolto in un locale della caserma ove nessuno estraneo poteva avvedersi di quanto stava accadendo, in piena notte ai danni di una persona decisamente minuta e di compressioni fisica molto meno prestante rispetto a quella dei due militari", si aggiunge.