Cucchi, presidente tribunale: cambio giudice evita sospetti

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Roma, 26 nov. (askanews) - "Il provvedimento con il quale questo Presidente, in accoglimento dell'istanza avanzata dal giudice, ha autorizzato l'astensione del magistrato non si fonda sulla 'incompatibilità´ di quest'ultimo alla celebrazione del predetto processo, come erroneamente riferito dagli organi di stampa, ma si basa esclusivamente su una condivisa valutazione circa la sussistenza di 'gravi ragioni di convenienza´, consistenti, in particolare, nell'aver il dottor Bona Galvagno mantenuto, per ragioni istituzionali, significativi e approfonditi rapporti con alti ufficiali dell'Arma dei carabinieri". Così si afferma in una nota il presidente del tribunale di Roma, Francesco Monastero, in relazione alla decisione del giudice monocratico che nei giorni scorsi ha comunicato la sua astensione nel processo che vede imputati otto carabinieri nella vicenda di Stefano Cucchi.

"Tali circostanze - spiega ancora Monastero - sia pure del tutto ingiustificatamente, avrebbero potuto ingenerare , sospetti di mancata imparzialità del giudice, alimentando il dubbio di una decisione ispirata a fini diversi da quelli istituzionali". Per il presidente, inoltre, "le stesse circostanze avrebbero potuto costituire motivo di turbamento del clima di sereno giudizio che deve connotare qualsiasi processo e, in particolare, quello che qui ne occupa che riveste una notevolissima rilevanza mediatica, vede imputati ben otto militari dell'Arma dei carabinieri, accusati a vario titolo di aver 'depistato´ le indagini relative al decesso di Cucchi, e vedrà esaminati come testimoni numerosi altri carabinieri che rappresentano i massimi vertici dell'Arma".