Cucchi, Sappe: restituire onorabilità ad agenti penitenziari

Red/Cro/Bla

Roma, 15 nov. (askanews) - "La Polizia Penitenziaria non ha mai avuto nulla a che fare con la morte di Stefano Cucchi. Lo avevamo detto, in assoluta solitudine, quanto tutti puntarono il dito contro di noi: lo dicemmo perché sappiamo con quale professionalità ed abnegazione si comportarono i nostri colleghi che furono a contatto con Stefano Cucchi nelle celle di piazzale Clodio, nel carcere romano di Regina Coeli, nel reparto detentivo dell'Ospedale Pertini di Roma. Lo avevamo già detto e ribadito che in molti avevano tratto giudizi affrettati, senza validi elementi e soprattutto senza alcuna proba, e quindi più di qualche avrebbero dovuto e dovrebbe chiedere scusa per le false accuse formulate al Corpo di Polizia Penitenziaria, linciato mediaticamente ed anche politicamente senza alcuna prova. Noi ci aspettiamo le scuse al Corpo di Polizia Penitenziaria da parte di tutti coloro che fecero accuse false e misero sotto attacco mediatico i Baschi Azzurri del Corpo, accusati ingiustamente e messi al pubblico ludibrio. Ma dove sono?". Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando la sentenza di condanna per i carabinieri ritenuti responsabili della morte di Stefano Cucchi.(Segue)