Cucinare la pasta a fuoco spento: quanto si risparmia sul gas?

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Di questo argomento se ne parla ormai da diversi giorni: è possibile cucinare la pasta a fuoco spento? Solo qualche giorno fa, il premio Nobel Giorgio Parisi ci aveva dato la sua risposta: sì, è possibile farlo, basta portare l’acqua ad ebollizione e spegnere il gas una volta gettata la pasta, mantenendo sempre il coperchio sulla pentola. Questa soluzione, più che un’acrobazia culinaria, potrebbe essere utile per risparmiare sulle bollette: ma quanto incide davvero l’uso del gas per cuocere la pasta sui costi di una famiglia?

Cucinare la pasta a fuoco spento: la risposta della fisica

Ebbene sì, cuocere la pasta a fuoco spento è possibile: non è necessario mantenere il calore dell’acqua sui 100 gradi per troppo tempo: gli amidi proseguono la loro cottura anche solo ad 80 gradi. Ecco perché per cucinare un buon piatto di pasta può bastare mantenere il coperchio sulla pentola dopo aver portato l’acqua ad ebollizione.

Cucinare la pasta a fuoco spento: quanto si risparmia sul gas?

Secondo gli esperti, però, con questa semplice mossa non è possibile risparmiare più di tanto sulla bolletta del gas di fine mese. Nel 2021, in Italia, si sono consumati 75 miliardi di metri cubi di gas, di cui solo 21 miliardi, però, nell’uso domestico. La cottura della pasta, perciò, impatta poco. L’Unione Italiana Food spiega che, cuocendo la pasta in questo modo alternativo, si risparmia solo un 7% sul consumo di gas per ogni cottura. Il consumo medio di pasta per un singolo individuo, ogni anno nel nostro Paese è di 26 chilogrammi (1 milione e mezzo di tonnellate in tutto lo Stato all’anno). L’Italia, se tutti i cuochi decidessero improvvisamente di cucinare la pasta a fuoco spento, risparmierebbe quindi solo lo 0,5% del totale del gas utilizzato in un anno.