Cucinare la pasta in modo green si può, basta usare…il coperchio

Image from askanews web site
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Milano, 26 mag. (askanews) - Anche quando cuciniamo un piatto di pasta possiamo fare la differenza per l'ambiente. Basta usare il coperchio, la giusta quantità di acqua e spegnere il fuoco prima del tempo. Perchè dalla cottura della pasta a casa dipende il 38% della sua impronta carbonica. Lo rivela uno studio scientifico promosso dai Pastai italiani di Unione italiana food presentato in vista della Giornata mondiale dell'ambiente (5 giugno) che, per la prima volta, calcola l'impatto ambientale della cottura della pasta e il risparmio - energetico, di emissioni di CO2 equivalente e di acqua - derivante da questi tre accorgimenti alla portata di tutti. Ovvero: tenere il coperchio sulla pentola quando portiamo l'acqua a ebollizione, usare la giusta quantità di acqua perchè ne serve meno di quella che si pensi e spegnere il fuoco prima del tempo approfittando della cottura passiva. Per capire nel concreto come questi accorgimenti possano fare la differenza basti pensare che l'uso del coperchio per portare a ebollizione l'acqua consente di risparmiare energia sufficiente a ricaricare uno smartphone per 2-3 volte. Che diventano cinque e più, se si cuoce la pasta con la quantità di acqua "giusta".

"Con un impatto ecologico dal campo alla tavola minimo rispetto ad altri alimenti, meno di un metro quadrato globale a porzione e appena 150 grammi di CO2 equivalente, la pasta è il prototipo dell'alimento green - afferma Riccardo Felicetti, presidente dei Pastai italiani - Ma possiamo fare ancora meglio, con poco, perché dalla fase di cottura della pasta a casa dipende ben il 38% del totale della sua impronta carbonica. Abbiamo scelto di indagare scientificamente la cottura della pasta per trasferire consapevolezza sull'impatto economico e ambientale di gesti che compiamo quotidianamente. Uno sforzo minimo ci aiuterebbe a raggiungere un risultato importante e dall'Italia, depositaria della cultura della pasta al dente, può partire una vera e propria rivoluzione culturale".

Nel dettaglio la ricerca realizzata da Perfect food consulting, ha calcolato che, per 200 grammi di pasta da cuocere in modo convenzionale, l'uso del coperchio durante la fase di ebollizione consente un risparmio fino al 6% di energia ed emissioni di CO2e; l'utilizzo di 700 millilitri di acqua invece del classico litro per 100 grammi di pasta oltre a risparmiare il 30% di acqua, consentirebbe di tagliare il 13% di energia ed emissioni di CO2e senza compromettere la qualità della pasta. Infine occorrerebbe approfittare della cottura passiva: dopo i primi 2 minuti di cottura tradizionale, la pasta cuoce in modo indiretto, a fuoco spento e con coperchio per non disperdere calore. Con questo metodo il risparmio di energia ed emissioni di CO2e arriva fino al 47%. Se consideriamo un consumo medio di 23,5 kg pro-capite di pasta, ogni italiano arriverebbe a risparmiare in un anno fino a 44,6 chilowattora, 13,2 chili di CO2e e 69 litri di acqua. E se lo facessimo tutti, i risultati diventerebbero salirebbero a valori importanti: risparmieremmo tra i 356 milioni e i 2,6 miliardi di chilowattora in un anno (pari a un secolo e mezzo di calcio in notturna in Europa, coppe comprese), 4.100 metri cubi di acqua, sufficienti a riempire 1.640 piscine olimpioniche e fino a 776 chilotonnellate di CO2e, le emissioni di una macchina per 21 viaggi andata-ritorno tra la Terra e il Sole.

E gli italiani a che punto sono di questa rivoluzione green ai fornelli? A quanto sembra non partiamo da zero: secondo uno studio Unione Italiana Food /Istituto Piepoli, solo un italiano su 10 non usa il coperchio per accelerare l'ebollizione dell'acqua. Ma c'è ancora molto da fare. Tre italiani su quattro ancora impiegano almeno un litro d'acqua per ogni 100 grammi di pasta, ignorando che oggi per cuocere la pasta ne basta molta meno. Mentre la cottura passiva è ancora distante dalla nostra quotidianità, tanto che 9 italiani su 10 (89%) tengono il fuoco acceso fino a cottura completata. Ma siamo comunque aperti a modificare le nostre abitudini di pasta lovers. Il 68% si dichiara propenso a cambiare le proprie abitudini di cotture per risparmiare risorse ambientali ed, prima ancora forse, economiche.

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