Cucinotta, Belvedere, Andreozzi a teatro contro la violenza donne

Cucinotta, Belvedere, Andreozzi a teatro contro la violenza donne

Roma, 22 gen. (askanews) – Tre donne e un uomo. Una commedia divertente, ma con spunti di riflessione. E un messaggio: la complicità femminile, l’unione fra le donne per farsi valere. Si intitola “Figlie di E.V.A.”, l’esilarante commedia di Michela Andreozzi & Vincenzo Alfieri e Grazia Giardiello, in scena alla Sala Umberto di Roma fino al 9 febbraio.

Protagoniste Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere, Michela Andreozzi e con Marco Zingaro. Figlie di E.V.A. è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi.

Al suo debutto teatrale, Maria Grazia Cucinotta: “Si parla di complicità tra donne, le donne vengono sempre considerate il sesso debole, ma la vera debolezza è che loro sono sempre staccate, mai complici, sempre autonome, a volte le rende più deboli quando si deve fare un lavoro di gruppo, oppure dove anche le differenze tra l’una e l’altra sono un pregio”.

“Questo è un ruolo che avevo sempre sognato, talmente distante da me che mi piaceva la sfida. Mi piaceva debuttare in teatro con qualcosa di completamente diverso, non avevo mai interpretato un ruolo così”.

Vittoria Belvedere: “Trattiamo argomenti come la politica, la corruzione, etc, ma soprattutto pregiudizi contro la donna. Si dice sempre che dietro un grande uomo c’è una grande donna; spesso dietro una grande donna, non c’è nessuno. Per dimostrare a tutte le donne che hanno subito delle violenze psicologiche, o che vengono messe da parte, è un messaggio per sostenerle. Bisogna unirsi, coalizzarsi”.

Michela Andreozzi: “E’ uno spettacolo dedicato alle donne che non vengono valorizzate, che vengono sottovalutate. Si può cominciare dal proprio piccolo a capire il proprio valore, ma soprattutto che unite si vince, perché il tema di questo spettacolo è che da sole si è molto più deboli”.

Marco Zingaro è l’unico uomo della commedia: “Questo spettacolo vuole lasciare un messaggio rivolto alle donne, a far squadra. Perché molto spesso le nemiche delle donne, sono le donne stesse. Il messaggio è: unite, le cose possono essere cambiate”.