Cuneo fiscale, Conte replica a Renzi:”Non abbiamo bisogno di fenomeni”

Giuseppe Conte Matteo Renzi

Il premier Giuseppe Conte replica in maniera diretta e decisa a Matteo Renzi, dopo che il leader di Italia Viva aveva definito l’intervento nella manovra sul cuneo fiscale un pannicello caldo.

La risposta del premier Giuseppe Conte

Non parlerei di pannicello caldo, quando parliamo di lavoratori bisogna avere rispetto per loro“, ha detto il premier Conte in risposta alle affermazioni di Matteo Renzi, secondo il quale la cifra ipotizzata per il taglio del cuneo fiscale è pari a pochi spiccioli.

Da Assisi, dove ha celebrato la festa di San Francesco, Giuseppe Conte ha poi proseguito: “Stiamo parlando di lavoratori che hanno bisogno di avere potere d’acquisto, se per Renzi che ha uno stipendio consistente, 20-30 euro sono pochi per carità…Lui ha dato molto di più, ha usato risorse pubbliche ma noi abbiamo un quadro di finanza molto delicato”. Per poi concludere: “Tutti devono partecipare con massimo impegno e determinazione all’azione del governo. Non abbiamo bisogno di fenomeni. Poi se uno vuole andare in tv vada pure, ma si sieda al tavolo. Quando ci si siede vale la forza delle argomentazioni”.

Sono queste le parole utilizzate dal premier Conte in risposta alle parole di Renzi. “Nessuno di noi fa il fenomeno, caro presidente Conte – ha voluto quindi sottolineare Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, in difesa di Renzi – Siamo persone semplici. E come spiegato oggi da Renzi sappiamo far di conto, tutto qui. Con noi il taglio al cuneo fiscale è stato di 22 miliardi. E non abbiamo aumentato l’Iva. Se serve siamo a disposizione per dare una mano. E al tavolo ci siamo seduti con Bellanova e Marattin. Quelli che facevano i fenomeni li conosce bene presidente Conte: sono quelli con cui lei ha governato lo scorso anno, non siamo noi”.

Dall’altro canto Nicola Zingaretti, segretario del PD, ha sottolineato che “bisogna indicare dove trovare le risorse, perché solo così si risolvono i problemi”. Per poi aggiungere: “Abbassare le tasse sul lavoro e alzare gli stipendi è una delle priorità per pensare a chi in questo Paese non ce la fa e per riaccendere i consumi, in questo senso i messaggi sono non solo giusti ma sono anche la nostra battaglia”.