Cuore in affanno d'estate, 5 consigli del cardiologo

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Roma, 1 ago. (askanews) - A causa delle alte temperature estive sembra che il nostro cuore si affatichi di più: affanno e tachicardie a volte mettono in allarme. In realtà, sottolinea il dott. Oreste Febo, cardiologo, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Cardiologia Riabilitativa e Pneumologia dell'ASST Gaetano Pini-CTO, il caldo non aumenta l'insorgenza di patologie cardiache. I soggetti che invece hanno già problemi cardiaci devono prestare maggiore attenzione durante l'estate.

L'esposizione alle alte temperature favorisce nei cardiopatici, specialmente se anziani, l'eccessiva disidratazione e la vasodilatazione. Tali condizioni possono provocare importanti cali di pressione, alterazioni della funzionalità renale e alterazioni importanti del contenuto di sali minerali dell'organismo. "Spesso chi ha problemi cardiaci assume farmaci che potenziano i problemi suddetti: ecco perché è fondamentale l'educazione sanitaria che consente al medico curante di fornire al paziente le informazioni utili per ridurre i rischi legati alla assunzione di determinate terapie, in particolari periodi dell'anno". Di seguito, alcuni suggerimenti del cardiologo per aiutare chi è affetto da patologie cardiovascolari ad affrontare l'estate con serenità.

Attenzione agli effetti collaterali dei farmaci - Per chi è affetto da ipertensione, per chi assume farmaci vasodilatatori o diuretici che possono provocare una riduzione della pressione arteriosa, il cardiologo suggerisce di misurare la pressione con maggior frequenza e di rimodulare eventualmente il dosaggio dei farmaci assunti, in accordo con il medico curante: "I cali di pressione, infatti, sono pericolosi soprattutto nei soggetti fragili e quelli più anziani, e possono per esempio favorire l'insorgenza di traumi, come la frattura di femore, a seguito della perdita dell'equilibrio e le cadute".(Segue)