Cuore di papà. Salvini costretto alle scuse per il figlio sulla moto d'acqua della Polizia

Giuseppe Alberto Falci

Mai si era visto un figlio del ministro dell’Interno salire su uno scooter ad acqua della Polizia di Stato, farsi un giro in mare, scorrazzato da un agente, con papà “Matteo”, torso nudo, e solita sicumera, che sulla spiaggia non si scompone, impegnato a giocare a pallone, per poi tirare la palla verso il mare. Matteo Salvini è costretto alle scuse, “errore mio di papà” è la formula usata, e anche questo è un inedito per il Capitano leghista.

IL VIDEO - Il figlio di Salvini sulla moto d’acqua della polizia 

 

Succede tutto al Papeete Beach, in un pomeriggio di luglio. Matteo Salvini è a Milano Marittima, con i figli per la consueta vacanza di fine luglio. E, come sempre, staziona nel solito lido. A un certo punto, succede una cosa inusuale, inopportuna, se siedi al Viminale. Sulla battigia ci sono una serie di scooter ad acqua della Polizia di Stato. Il Capitano della Lega sta giocando a pallone con il figlio adolescente. Poi si ferma, lancia la palla verso il mare, e sussurra agli agenti: “Va bene, va bene, io vado sotto l’ombrellone”. Ecco, in quell’istante Salvini junior entra in acqua e sale su una moto della Polizia, alla cui guida c’è un agente.

 

 

Il tutto viene filmato a distanza da un videomaker di Repubblica. Ma quest’ultimo viene preso di mira da due uomini, che si qualificano come poliziotti. Al punto da cercare di bloccarlo. “Non riprendere”, avverte uno dei due. “O la abbassi, o te la levamo”, insiste l’altro con marcato accento romano. “Ma io sono un giornalista”, si difende il videomaker. Comincia a quel punto un vero e proprio diverbio. Con i due uomini che minacciano il cronista: “Le moto sono della polizia”. E ancora: “Mi daresti per cortesia un documento”. Per circa due minuti il figlio di Salvini si aggira in acqua scooter a ridosso della spiaggia. Armato di salvagente, segue le indicazioni del poliziotto alla guida. Eppure in spiaggia lo scontro non si ferma. Gli agenti continuano a...

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