Cuore, domani la Giornata Mondiale: un decalogo per proteggerlo

red/rus

Roma, 28 set. (askanews) - Con quasi 18 milioni di decessi annui, le malattie cardiocerebrovascolari (Mcv) sono il primo big killer a livello globale. E non sono da meno anche nel nostro Paese dove rappresentano la più importante causa di mortalità, morbosità e invalidità. Gli eventi fatali colpiscono quasi il doppio degli uomini rispetto alle donne, percorrendo tuttavia un trend in discesa dal 2003, in entrambi i generi, in tutte le classi di età e in tutte le Regioni. Chi sopravvive a una forma acuta, diventa un malato cronico con notevoli ripercussioni sulla qualità della vita e sui costi economici e sociali che la società deve affrontare.

I fattori di rischio cardiovascolare si dividono in modificabili (attraverso cambiamenti dello stile di vita o mediante assunzione di farmaci) e non modificabili. Quest'ultimi sono: l'età (il rischio aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età, il sesso (gli uomini sono più a rischio delle donne, anche se nelle donne aumenta sensibilmente dopo la menopausa) e la familiarità (parenti con eventi cardiovascolari in età giovanile, meno di 55 anni negli uomini e di 65 nelle donne). I fattori di rischio modificabili sono: l'abitudine al fumo, la pressione arteriosa, i livelli di colesterolemia, il diabete non correttamente monitorato.(Segue)