Cura Italia, Assindustria Venetocentro: misure inadeguate -2-

Fdm

Roma, 20 mar. (askanews) - A fronte di questo scenario - è l'analisi di AVC - pur comprendendo la necessità di assicurare allo Stato i flussi di cassa per gestire l'emergenza sanitaria, risulta incomprensibile il messaggio che è stato dato con la proroga di 4 (quattro!) giorni delle scadenze fiscali e contributive per le imprese con più di 2 milioni di fatturato che sono la stragrande maggioranza e la spina dorsale del sistema economico nazionale e ragione di sopravvivenza anche delle aziende più piccole. Come può bastare uno stanziamento di soli 1,3 miliardi di euro per la cassa integrazione che risulterà sufficiente solo per qualche centinaia di migliaia di lavoratori e con procedure troppo farraginose. Il rischio reale è che molte imprese costrette a collocare anche temporaneamente in Cig i lavoratori presupponendo una copertura, non la troveranno a distanza di poco tempo. E come può bastare un fondo di 500 milioni a garanzia dei prestiti bancari delle imprese italiane oltre i 250 addetti?

Quello che sorprende, in generale, è la sensazione di una non conoscenza del sistema economico del Paese. Infatti, cosa si può pensare di provvedimenti inseriti nel Dl come l'ennesimo rifinanziamento, e di fatto nazionalizzazione, di Alitalia. O come l'allungamento di due anni dei termini di decadenza e prescrizione per l'attività di accertamento della Agenzia delle Entrate. Sono queste le priorità del Paese in questo momento? "Siamo 'in guerra' - sottolinea Piovesana - lo hanno detto in tanti. E questa guerra sta colpendo, oltre che la nostra gente, anche la parte più produttiva del Paese dove si realizza il 40% del Pil nazionale e una parte rilevante dell'occupazione. Deve essere chiaro che è questo che si rischia di perdere se non ci sarà un piano all'altezza della situazione che ponga già da ora le basi per la ricostruzione". (Segue)