Curdi siriani: "Offensiva Turchia? Minaccia seria"

(Adnkronos) - I curdi prendono "seriamente" l'ipotesi di una nuova operazione militare turca nel nord-est della Siria, le cui probabilità che avvenga - stando alle dichiarazioni rilasciate dal governo di Ankara - sembrano crescere di giorno in giorno. Lo afferma in un'intervista ad Aki-Adnkronos International Muhammad Hassan, funzionario del Dipartimento Relazioni internazionali dell'Amministrazione autonoma del Nord-Est della Siria, conosciuta più semplicemente come Rojava, regione 'de facto' autonoma sotto il controllo curdo.

Con il presidente, Recep Tayyip Erdogan, che nei giorni scorsi ha annunciato una "nuova fase" delle operazioni contro le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), in particolare nelle città di Tel Rifat e Manbij, con l'obiettivo di "creare una zona sicura di 30 chilometri" oltre confine, Hassan premette che il Pkk, di cui le Ypg sono il ramo siriano, "è sempre stato usato dalla Turchia", che lo considera alla stregua di un'organizzazione terroristica, "come giustificazione per occupare territori della Siria".

"Le regioni dell'Amministrazione autonoma del nord-est della Siria non hanno mai minacciato la sicurezza nazionale della Turchia. Al contrario è la Turchia che ha fatto già tre incursioni nella Siria settentrionale e occupato ampie zone", dichiara il funzionario, replicando al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, secondo il quale "le organizzazioni terroristiche che minacciano l'integrità territoriale della Siria e aumentano la minaccia nei nostri confronti devono essere eliminate da questo Paese".

Riguardo la possibile nuova offensiva turca, i curdi - prosegue Hassan - ritengono che "finora la Turchia non sia stata in grado di convincere gli Usa e la Russia a sostenere una campagna militare" nelle zone del Rojava, ma "i tentativi della Turchia sono in corso e pensiamo che tutti gli scenari siano possibili" dato che "prendiamo sul serio le minacce turche".

Per questo motivo, conclude il funzionario del Rojava, "ci appelliamo agli Stati Uniti, alla Russia e alla comunità internazionale per fare pressione sulla Turchia affinché fermi la sua aggressione alla nostra regione e rispetti l'accordo di cessate il fuoco firmato sia con gli Stati Uniti che con la Russia nel 2019".

Proprio di recente Erdogan, che vuole accreditarsi come mediatore nella guerra in Ucraina, è tornato a criticare Washington e Mosca per non aver - a suo dire - mantenuto l'impegno di creare una zona cuscinetto alla frontiera, sostenendo che l'obiettivo di questa "nuova fase" è proteggere la Turchia e gli abitanti del nord della Siria dalla "minaccia terroristica" posta dalle Ypg.

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