Cybersecurity, Razzante: "Codici green pass rubati sono parte progetto eversivo"

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"Credo che la causa di questo attacco sia la guerra al green pass in tutta Europa. Parliamo dunque di una matrice politico-eversiva che inquadra questo attacco in un disegno più vasto di contrasto ideologico alle misure contro il Covid-19. Si vuole creare allarme nelle istituzioni e si vuole far vedere che si è anche in grado di falsificare documenti così importanti. Bisognerà vedere lo sviluppo delle indagini, ma credo che le mani di questi responsabili siano simili a quelle di chi si è insediato con violenza nelle proteste di piazza". Cosi all'Adnkronos il professor Ranieri Razzante, tra i maggiori esperti di sicurezza e terrorismo e Consigliere per la cybersecurity del Sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, commentando il caso dei codici rubati per diffondere online programmi per la creazione del certificato verde.

"Qui si tratta di persone che magari hanno pagato degli esperti per hackerare il programma per la creazione dei green pass, che andranno verosimilmente poi a finire sul dark web. Se penso ai disordini legati alle ultime manifestazioni in piazza - continua l'esperto - credo ci sia un collegamento. Qui è chiaro come la finalità economica non sia quella principale. Questi attacchi in genere hanno un'utilità diretta se si chiede il riscatto, ma è soprattutto quella indiretta che crea maggiori profitti. Penso che le proteste delle piazze si stiano adesso riversando sul web e il qr code intestato ad Hitler sia solo una provocazione, un chiaro segnale politico di lotta".

"Si sta sviluppando - conclude Razzante - una rete di hacker mondiale che vende le sue prestazioni. Il pericolo è che si stia creando un mercato sempre più in espansione. Noi dobbiamo correre per formare nuovi esperti che possano prevenire questi episodi. Un attacco alla sanità in larga scala come il furto di codici per falsificare il certificato verde ci ricorda quanto serva, a livello internazionale, il coordinamento delle forze di polizia e di intelligence. Se non si raggiunge quest'unità e cooperazione, avremo sempre più attacchi di questo tipo. Al G20 si affronterà il tema, ma bisognerà creare una rete unica mondiale di difesa".

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