Cybersecurity, Vecchione (Dis): non esiste rischio zero

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Roma, 3 ott. (askanews) - "La possibilità di evitare attacchi cibernetici non esiste e non esiste un rischio zero". Cosìm il Prefetto Gennaro Vecchione, Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) ascoltato oggi davanti alle Commissioni Affari Costituzionali nell'ambito delle audizioni informali sull'esame del disegno di legge C. 2100 di conversione del decreto - legge n. 105 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

Si tratta - da detto Vecchione - di una importantissima normativa nel settore della sicurezza cibernetica e per la protezione degli interessi nazionali. "L'Italia ha compiuto importanti passi avanti nel campo della cybersecurity", ha aggiunto Vecchione, e l'integrazione del nostro quadro normativo consente al nostro paese di potersi meglio difendere di fronte a mincacce a matrice statuale e soprattutto in vista dell'avvento delle tecnologie 5G.

L'istituzione di un perimetro d sicurezza nazionale risponde a una esigenza basilare: si tratta di accerscere la resilianza del nostro sistema di difesa da azioni ostili contro gli interessi nazionali e di una risposta adeguata alla minaccia derivante da attacchi cibertenetici che costituiscono un pericolo per il sistema Paese.