"Da 3 mesi attendo vaccino", l'appello dell'82enne

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Si è prenotato in tempi 'regolamentari', il 27 febbraio, in farmacia, come previsto per la sua classe di età, il 1939, dalla Regione Umbria. L'appuntamento però è stato fissato il 13 maggio. Per la moglie 79 enne, affetta da Alzheimer, la possibilità di prenotarsi è arrivata solo appena dopo Pasqua: la data più vicina, fine maggio, è però a Orvieto, a circa 50 km di distanza da Città della Pieve, dove risiede. A denunciare il caso all'Adnkronos Salute è la figlia dei due anziani che al numero verde regionale dedicato alle informazioni si è sentita rispondere "purtroppo sono questi i tempi. Ci sono appuntamenti fissati anche a giugno per le persone dell'età di suo padre".

E al danno si aggiunge la beffa perché una possibilità di ridurre i tempi in realtà, a fine marzo, c'era stata. All'anziano era stato inviato un sms, che, grazie a una maggiore fornitura di dosi, invitava a prenotarsi nuovamente per ridurre i tempi di attesa. Ma purtroppo il servizio sms della sua utenza non era attivo e l'offerta si limitava solo a una settimana. Così, l'occasione è andata persa. "Credo che la Regione potrebbe trovare mezzi più efficaci e più adatti alle persone ultraottantenni per comunicare informazioni di questa importanza. C'è il medico di famiglia, il farmacista, la telefonata diretta", dice la figlia che ha scritto anche all'Urp, su consiglio del numero verde, senza ricevere alcuna risposta se non quella automatica.

"Gentili operatori - ha scritto la figlia dell'uomo all'Urp - purtroppo mio padre 82enne ha ricevuto un sms per anticipare la prenotazione, non l’ha visto e ovviamente non ha risposto, infatti è ancora prenotato per il 13 maggio. È possibile, considerata l’età - chiede - che venga vaccinato il prima possibile? Ritengo che un uomo di 82 anni debba, come il Governo italiano ha più volte dichiarato, avere la priorità e vi prego di scusarlo se non è avvezzo all’uso dei messaggi/WhatsApp/e-mail e non ha profili social.

Sapete, lui è nato sotto le bombe e una di quelle ha ucciso suo padre, un giovanissimo italiano 'in guerra per la Patria', lasciandolo orfano...proprio come ora che è abbandonato a se stesso dal ‘Sistema sanitario umbro’ che forse considera un ultra ottantenne così poco importante da scrollarsi di dosso il problema con uno sterile sms. Benvenuti nell’era pandemica, dove è meglio che la storia si cancelli per sempre".