Da Angela a Laschet, cacicco moderato più vicino ai liberali che ai Verdi

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
The new elected Christian Democratic Union (CDU) party leader Armin Laschet  reacts following his election during the second day of the party's 33rd congress held online amidst the coronavirus disease (COVID-19) pandemic, in Berlin, Germany January 16, 2021. Odd Andersen/Pool via REUTERS (Photo: POOL New / Reuters)
The new elected Christian Democratic Union (CDU) party leader Armin Laschet reacts following his election during the second day of the party's 33rd congress held online amidst the coronavirus disease (COVID-19) pandemic, in Berlin, Germany January 16, 2021. Odd Andersen/Pool via REUTERS (Photo: POOL New / Reuters)

Moderato, europeista, non proprio carismatico, appesantito dalle responsabilità nella gestione della pandemia. Al termine di una campagna elettorale che ha gestito quasi sempre di cattivo umore per l’affannata rincorsa al covid che angoscia tutti i leader con responsabilità di governo, Armin Laschet, governatore del Nord-Reno Vestfalia, ha convinto i delegati del Cdu, in un congresso online rimandato per due volte a causa della pandemia e appannato da un virus ancora non sconfitto.

È lui il nuovo leader del partito di Angela Merkel. Tra i candidati era l’unico ‘cacicco’ con responsabilità di governo, per giunta nel land più popoloso della Germania. Laschet ora dovrà lottare per conquistarsi il posto di candidato alla cancelleria alle elezioni del prossimo 26 settembre, ma intanto parte guardando più ai liberali del Fdp che ai Verdi, in vista di un’alleanza di governo nazionale.

Un percorso politico quasi obbligato. Non solo per l’inclinazione naturale dell’uomo, “noto europeista” in “continuità” con Merkel ma “meno impegnato nella lotta ai cambiamenti climatici”, ci dice Sven Giegold, europarlamentare dei Verdi tedeschi. Ma anche perchè Laschet guiderà un partito spaccato.

Il governatore vince per un soffio al ballottaggio contro Friedrich Merz, ex deputato, imprenditore milionario col pallino di recuperare i voti scivolati verso l’ultra-destra dell’Afd. Incassa 521 voti contro i 466 di Merz, dopo l’esclusione al primo turno di Norbert Röttgen, ex ministro e presidente della Commissione Esteri del Bundestag.

Alla fine, l’esperienza di governo lo aiuta, contro candidati che in questi mesi sono stati più attivi di lui nei talk show, liberi da ogni onere di prova nella gestione della pandemia in quanto esenti da responsabilità amministrative. La Cdu schiva il rischio di una deriva ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.