Da Biden azioni “immediate” per approvvigionamento industria

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Roma, 8 giu. (askanews) - L'amministrazione Usa guidata da Joe Biden ha annunciato che lancerà iniziative "immediate" per consolidare le catene di approvvigionamento necessarie all'industria americana, a partire dai settori dei semiconduttori, delle terre rare, delle batterie e dei prodotti farmaceutici.

Sulla base di una valutazione durata 100 giorni, l'amministrazione di Biden e di Kamala Harris ha presentato un rapporto finale sulle catene di approvvigionamento per quattro prodotti critici: "Produzione e packaging avanzato di semiconduttori; batterie a larga capacità, come quelle per i veicoli elettrici; minerali e materiali critici e prodotti farmaceutici-principi attivi per farmaci".

La Casa bianca ha annunciato che verrà assunta "un'azione immediata per affrontare le vulnerabilità e rafforzare la resilienza con il lancio di un nuovo sforzo votato a gestire gli approvvigionamenti a breve termine e le loro interruzioni". Inoltre, entro un anno, verranno "realizzate strategie per sei basi industriali che consolideranno la sicurezza economica e nazionale dell'America".

L'analisi dell'amministrazione Biden-Harris è molto preoccupata: il Covid e la conseguente crisi economica hanno messo alla luce una "debolezza strutturale nelle catene di approvvigionamento sia interne che internazionali", amplificata anche da "decenni di sotto-investimento e di scelte di politica pubblica". A peggiorare le cose, poi, "pratiche commerciali inique da parte di nazioni concorrenti (leggi: Cina, ndr.), una priorità data dai settori pubblico e privato al basso costo del lavoro, alla produzione just-in-time, al focus da parte del settore privato su guadagni e breve termine rispetto a investimenti a lungo termine, tutte queste cose hanno reso più fragile la base industriale Usa, hanno mandato via l'innovazione dagli Stati uniti e hanno danneggiato la crescita dei salari e della produttività".

Tra le iniziative "immediate" che verranno lanciate dall'amministrazione Biden-Harris la prima riguarda il settore farmaceutico. Il Dipartimento alla Sanità e ai Servizi umani applicherà il "Defense Production Act", una norma creata durante la Guerra di Corea (1950-52) che obbliga l'industria farmaceutica a dare priorità alla produzione per i contratti governativi a sostegno dello sforzo di sicurezza nazionale. In particolare, il ministero dovrà costituire un consorzio per la "produzione avanzata e per il ritorno in patria della produzione di farmaci interni essenziali". Verranno scelte 50-100 medicine critiche e la loro produzione verrà riportata negli Usa. Inoltre, il dipaerimento investirà 60 milioni di dollari per sviluppare nuove piattaforme tecnologiche e rafforzare la produzione interna di principi attivi.

Il secondo asse d'intervento riguarda le batterie al litio, necessarie per alimentare l'auto elettrica che è una delle chiavi per la transizione energetica ambientale. Il Dipartimento all'Energia dovrà realizzare un piano nazionale decennale per costituire una catena di approvvigionamento nazionale. A questo scopo, il dipartimento avrà l'autorità di accordare prestiti per 17 miliardi di dollari per finanziare aree strategiche di sviluppo e coprire i gap tecnologici rispetto ai grandi produttori, al momento collocati in Asia orientale. Inoltre sosterrà progetti per lo stoccaggio di batterie presso siti federali.

Per quanto riguarda i materiali critici, a partire dalle terre rare, il rapporto presentato dall'amministrazione Biden-Harris punta esplicitamente il dito contro la Cina che, "usando interventi diretti dallo stato, non basati su logiche di mercato, ha catturato grandi porzioni delle catene di valore di diversi minerali e materiali critici necessari per la sicurezza nazionale ed economica". Pechino - continua il rapporto - ha "una quota smisurata della capacità di raffinamento mondiale, il che vuol dire che anche se gli Usa dovessero diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di minerali critici o aumentassero l'estrazione interna, sarebbero ancora dipendenti dalla Cina per il processamento prima dell'ultilizzo nella manifattura".

Il Dipartimento all'Interno, con il supporto della Casa bianca, dovrà stabilire un gruppo di lavoro interministeriale per identificare siti in cui minerali critici possano essere prodotti e processati negli Usa, secondo standard elevati in termini di ambiente, di lavoro e di sostenibilità. Sostanzialmente si tratterà di rilanciare il settore minerario americano, anche accordando prestiti, sussidi e garanzie a ricerche e progetti, attingendo a un fondo da 3 miliardi di dollari. Inoltre, dovranno essere allargati gli investimenti internazionali alla ricerca di minerali cruciali per l'industria statunitense.

L'amministrazione Biden sta anche pensando di lanciare un'indagine sui magneti di neodimio, che sono i magneti più potenti al mondo e sono necessari per molteplici applicazioni nell'industria e civile e della difesa. Si tratterebbe di una misura principalmente nei diretta alla Cina, che potrebbe prevedere alla fine del processo anche ulteriori sanzioni nei confronti di Pechino.

La quarta azione strategica immediata annunciata dall'amministrazione Biden riguarda i semiconduttori e i chip, che negli ultimi mesi sono al centro di una crisi globale di offerta. Il rapporto segnala che il Dipartimento del Commercio ha già sostenuto una strategia di collaborazione con l'industria privata che ha portato a 75 miliardi di di dollari in vestimenti per la produzione negli Usa di semiconduttori e per la ricerca e sviluppo. Questa partnership docvrà essere rafforzata ulteriormente. In particolare, il rapporto segnala i recenti impegni assunti da compagnie giapponesi e sudcoreane - valore 17 miliardi di dollari - per la produzione negli Usa di semiconduttori e chip.

Oltre a queste azioni, l'amministrazione americana ha annunciato che costituirà una "forza d'attacco" guidata dal Rappresentante al commercio Usa per proporre "azioni unilaterali e multilaterali contro le pratiche di commercio estero inique che hanno eroso le catene di fornitura chiave". Questa task force inoltre dovrà "identificare opportunità per usare gli accordi commerciali in modo da rafforzare approcci collettivi alla resilienza delle catene di approvvigionamento assieme a partner e alleati".