Da Bolsonaro alla destra curiale, i nemici del Sinodo Amazzonia

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Città del Vaticano, 4 ott. (askanews) - L'amministrazione brasiliana di Jair Bolsonaro aveva addirittura ipotizzato un contro-sinodo negli stessi giorni in cui a Roma, dal 6 al 27 ottobre, si celebrerà il Sinodo sull'Amazzonia. Ma l'arco di nemici dell'assemblea convocata da Papa Francesco è ampia, dalla destra curiale alle multinazionali che estraggono materie prime nella foresta pluviale, dai conservatori che temono crepe nel muro della dottrina che facciano crollare l'intero edificio ai reazionari che si mobilitano contro un evento a loro dire paganeggiante.

Nella Curia romana hanno espresso le loro riserve, con sfumature e toni diversi, svariati cardinali. Il tedesco Walter Brandmueller è arrivato a parlare di "eresia" e "apostasia" nel documento preparatorio, e a domandarsi: "C'è da chiedersi: che cosa hanno a che fare l'ecologia, l'economia e la politica con il mandato e la missione della Chiesa?", si è domandato in un testo ampiamente ripreso dalle testate e dai blog che non hanno mai sopportato questo Papa. Un interrogativo al quale, in realtà, potrebbe replicare un altro Papa, l'emerito Benedetto XVI: che, come ha rivelato su Huffington Post la giornalista Maria Antonietta Calabrò, già dieci anni fa, in risposta alle obiezioni che provenivano dalla "sua" congregazione per la Dottrina della fede, spiegava, in preparazione dell'enciclica Caritas in veritate, perché un Pontefice deve occuparsi di ecologia. Il successore di Benedetto XVI all'ex Santo Uffizio, il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, non la pensava probabilmente come lui, e in questi mesi si è profuso in ripetute interviste per dar voce alla preoccupazione che l'assemblea panamazzonica sia "un pretesto per cambiare la Chiesa". Più moderato, anche il cardinale Marc Ouellet, canadese, prefetto della congregazione per i Vescovi, anch'egli ha rotto gli indugi, a pochi giorni dal Sinodo, ed ha convocato una conferenza stampa per presentare un suo libro sull'ordine sacro e dirsi pubblicamente "scettico" sull'ipotesi che il Sinodo apra all'ordinazione di uomini sposati.

Più pirotecnici, il cardinale statunitense Raymond Leo Burke e il vescovo kazako Athanasius Schneider, da sempre vocali esponenti dell'area ultraconservatrice della Chiesa cattolica, hanno lanciato addirittura una "crociata di preghiera e digiuno" contro le presunte "eresie" del Sinodo sull'Amazzonia. In un documento di otto pagine, anch'esso rilanciato da blog e testate reazionario, i due uomini di Chiesa affermano che il documento sinodale di lavoro, l'Instrumentum laboris, conterrebbe sei "errori teologici seri ed eresie" e per questo chiamano i fedeli alla preghiera e al digiuno affinché essi non vengano approvati dall'assemblea. I presunti sei "errori od eresie" sono i seguenti: l'implicito panteismo, le superstizioni pagane come fonte della divina rivelazione e strada alternativa alla salvezza, il dialogo interculturale anziché l'evangelizzazione, una erronea concezione dell'ordinazione sacramentale che postula che ministri di entrambi i sessi possano condurre addirittura rituali sciamanici, una "ecologia integrale" che sminuisce la dignità umana e, infine, un collettivismo tribale che mina l'unicità e la libertà personale. Secondo Burke e Schneider, che hanno firmato il testo il 12 settembre, giorno del santissimo nome di Maria, gli errori e le eresie "impliciti ed espliciti" nell'Instrumentum laboris "sono un allarmante manifestazione della confusione, dell'errore e della divisione che minaccia la Chiesa al giorno d'oggi" e "ogni cattolico, quale vero soldato di Cristo, è chiamato a salvaguardare e promuovere le verità della fede e la disciplina con la quale tali verità sono onorate in pratica affinché la solenne assemblea dei vescovi nel sinodo non tradisca la missione del Sinodo". Il cardinale statunitense e il vescovo kazako invocano "i molti missionari cattolici che hanno evangelizzato i popoli indigeni americani", i santi indigeni e la Vergine Maria, "che fa svanire ogni eresia", affinché i padri sinodali e Papa Francesco "siano protetti dal pericolo di approvare errori dottrinali e ambiguità e compromettano la norma apostolica del celibato sacerdotale".

E se Jair Bolsonaro accelera lo sfruttamento delle risorse e l'attacco ai diritti degli indigeni dell'Amazzonia ("Il nemico della foresta", lo definisce l'ultimo numero di Nuova Ecologia, che presenta anche un lungo approfondimento sul Sinodo di Papa Francesco), per lanciare l'allarme contro l'assemblea si è mosso da ultimo un'arcipelago che fa capo al filosofo, politico e giornalista cattolico brasiliano Plinio Correa de Oliveira (1908-1995). Visceralmente ostile al Concilio vaticano II ("un momento della storia triste come la morte di Gesù", lo definì), a lungo in contatto con monsignor Marcel Lefebvre, nel 1960 fondò la Società Brasiliana di Difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà (o, più sinteticamente, Tfp) per difendere appunto gli ideali della tradizione, della famiglia e della proprietà da ogni forma di socialismo e comunismo nella società e nella Chiesa. Il suo dissenso dalla conferenza episcopale brasiliana, negli anni della teologia della liberazione, era totale, e l'episcopato ricambiava, arrivando a redarguire pubblicamente il suo movimento. Alla sua morte, monsignor Joao Scognamiglio Cla Dias fondò un'associazione distinta, gli Araldi del Vangelo, che nel 2001 arrivò ad essere riconosciuta dalla Santa Sede, e che sono stati commissariati per abusi vari dal Vaticano la scorsa settimana. Ma la Tradizione Famiglia e Proprietà, nel frattempo, ha proseguito le sue attività. Con posizioni ultraconservatrici e simpatie trumpiane, oggi è in prima linea nella critica, a tratti virulenta, al prossimo Sinodo sull'Amazzonia. Sono la Tfp, insieme al Plinio Correa de Oliveira Institute (Ipco), ad avere organizzato il più astioso sito internet sul Sinodo panamazzonico, quel "Pan-Amazon Synod Watch" che registra ogni contestazione all'iniziativa voluta dal Papa. Il direttore dell'ufficio romano, Juan Miguel Montes, ha rilasciato di recente un'intervista al giornale La Verità intitolata "Il sinodo amazzonico sminuisce il Vangelo". E sabato, vigilia dell'apertura del Sinodo, l'Istituto Plinio Correa de Oliveira organizza un convegno internazionale a Roma intitolato "Amazzonia: la posta in gioco". Tra gli argomenti, per dire, Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, svolgerà una riflessione così intitolata: "I documenti preparatori del Sinodo aprono la strada a un rapporto panteista uomo-natura ed a una religione neopagana".