Da Codogno la risposta ai negazionisti: "Visitate nostri cimiteri"

Primo Piano
·1 minuto per la lettura
A view of the platform at the Codogno train station, near Lodi, Northern Italy, Saturday, Feb. 22, 2020. A dozen northern Italian towns were on effective lockdown Saturday after the new virus linked to China claimed two fatalities in Italy and sickened an increasing number of people who had no direct links to the origin of the virus. The secondary contagions prompted local authorities in towns in Lombardy and Veneto to order schools, businesses and restaurants closed, and to cancel sporting events and Masses. (AP Photo/Luca Bruno)
(AP Photo/Luca Bruno)

Il convegno degli scorsi giorni dei negazionisti, con a capo Matteo Salvini, Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli, continua a far parlare di sé. Da Codogno, città lodigiana primo focolaio italiano, non è tardata ad arrivare la dura replica del primo cittadino Francesco Passerini: “Mi fanno venire l'ulcera, vengano a vedere il nostro cimitero, magari capiscono qualcosa”.

LEGGI ANCHE - Bocelli chiede scusa per le sue parole

Il sindaco del paese del Lodigiano ha alzato la voce affinché non vengano dimenticate le numerose vittime di Codogno a causa del coronavirus: “Il coronvirus non è stata un'invenzione mediatica. La situazione è cambiata, è cambiata la gestione della patologia, si fanno molti più tamponi. Bisogna avere attenzione senza psicosi”.

VIDEO - Bocelli diceva: “Situazione molto seria”

"Salvini non aveva la mascherina? Non so se è stata una provocazione, non so quante persone c'erano al convegno né ho sentito cosa è stato detto. Noi, ovviamente le mascherine le usiamo, eccome. Ricordo che siamo stati uno dei comuni ad essere dichiarato zona rossa. Abbiamo visto sul campo e sulla nostra pelle la pericolosità del virus, e la protezione sanitaria è utile e necessaria" ha proseguito Passerini, intervistato da Il Messaggero.

Dopo mesi di angoscia e paura, ora Codogno guarda avanti: “Ora nel nostro territorio le terapie intensive sono vuote, da quasi due mesi non abbiamo un positivo in città e inizieremo lo screening sierologico a tappeto con almeno un test per famiglia”.