Da Conte a Pirlo passando per Allegri e Sarri: gli inizi dei nuovi allenatori della Juve con Andrea Agnelli

Antonio Parrotto
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Le attenuanti, come la mancanza di pre-campionato, gli infortuni e gli assenti, non mancano ma questo non può bastare a giustificare l'inizio di stagione non positivo della Juventus guidata da Andrea Pirlo, allenatore alla prima esperienza assoluta in panchina.

La sua Juve non ha ancora trovato i suoi equilibri e fatica ad esprimere la propria identità offensiva, ma anche di risultati finora ottenuti. Tra Serie A e coppa, infatti, questo gruppo ha collezionato sul campo 2 vittorie, 3 pareggi e 1 ko, segnando appena 9 gol e subendone 4. Da quando c'è Andrea Agnelli alla guida del club, nessun allenatore debuttante aveva ottenuto così poco in termini di successi.

Solo Delneri nel 2010 infatti aveva già incassato un ko nelle prime sei partite ufficiali. Antonio Conte, il primo del nuovo ciclo e con una Juve rivoluzionata e ancora tutta da scoprire, partita con il 4-2-4 aveva ottenuto 3 vittorie e 3 pareggi con 9 gol fatti e 3 subiti, mentre Max Allegri aveva fatto percorso netto nel 2014 con 12 gol realizzati e 0 incassati, ma era una Juve con grandi consapevolezze che arrivava da 3 Scudetti vinti. La scorsa stagione invece Sarri aveva iniziato in maniera positiva ottenendo 4 vittorie e 2 pareggi, il dato allarmante, un campanello d'allarme iniziale poi diventato un suono fastidioso per tutta la stagione, è quello relativo ai gol subiti, già 7 in 6 partite, con 11 gol fatti.

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