Da Covid 100mila decessi: 16% con storia di tumore

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 13 mar. (askanews) - Dei centomila morti per Covid in Italia circa il 16% sono persone con una storia di tumore. Di fronte all'inizio della terza ondata questi pazienti, se colpiti dal virus, rischiano di più a livello di complicanze gravi e ospedalizzazione. Per questo sono state inseriti, secondo le raccomandazioni ministeriali, tra le categorie da vaccinare con priorità nella seconda fase del piano vaccinale. Per capire come sul piano pratico si stiano organizzando le Regioni dotate di una rete oncologica avviata, ROPI, Rete Oncologica Pazienti Italia, ha organizzato un webinar apposito con la partecipazione dei referenti delle cinque reti regionali oggi operative in Italia, affiancati da esperti e rappresentanti istituzionali. L'intento è superare le diversità sul piano pratico che ancora ci sono a livello regionale nell'erogazione dei vaccini. Alcune di queste hanno già iniziato a vaccinare i pazienti oncologici, altre inizieranno dalla prossima settimana.

"Siamo di fronte all'inizio della terza ondata - ha spiegato la Presidente di ROPI, Stefania Gori - e sappiamo che in caso di contagio aumenta per i pazienti oncologici il rischio di ospedalizzazione, di sviluppo di complicanze gravi con la necessità di sospendere, seppur in maniera temporanea, i trattamenti antitumorali in corso. Ai pazienti onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi o mielosoppressivi, o che hanno sospeso i trattamenti da meno di sei mesi, le raccomandazioni aggiornate al 10 marzo hanno inserito in categoria 1 anche quelli con tumori maligni in fase avanzata non in remissione".

"Credo che sul tema dei vaccini - ha aggiunto il Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri - la confusione sia nata sin dall'inizio, con l'autorizzazione del vaccino Astra Zeneca con limiti di età (55 anni, poi 65 anni) e con l'indicazione per tutti coloro che non avevano malattie. Oggi il superamento del limite di età e della condizione clinica garantisce una migliore e più adeguata distribuzione dei vaccini per età e classe di malattia".

"Nella vaccinazione il criterio per età deve essere rispettato - ha poi sottolineato Luca Richeldi - Direttore UOC Pneumologia, Fondazione Gemelli e componente del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute -. La vaccinazione in Italia sta crescendo e sta crescendo soprattutto nell'area degli ultra ottantenni. Quanto fatto evidenzia già un calo dei nuovi casi di COVID-19 in questa fascia di età. Nelle nuove Raccomandazioni Ministeriali appena condivise con le Regioni ci sono delle priorità e quelle principali, che in parte sono già state raggiunte, riguardano anche operatori sanitati, personale e ospiti delle RSA. Adesso stanno iniziando le vaccinazioni nelle persone estremamente vulnerabili, tra cui i pazienti oncologici. Tutto sarà legato a quanti vaccini arriveranno".

"Come LILT- ha detto il Presidente Nazionale, Francesco Schittulli - ci siamo attivati a dichiarare la nostra disponibilità per quanto riguarda l'esecuzione dei tamponi. In alcune Regioni è stato concesso. Abbiamo avuto modo di poter vaccinare le persone che frequentavano i nostri ambulatori, 397 su tutto il territorio nazionale, e abbiamo anche offerto la nostra disponibilità, se necessario o laddove si registrasse qualche sofferenza da parte del territorio piuttosto vasto in alcune Regioni, a poter eventualmente anche eseguire attraverso il personale medico le vaccinazioni. So che in alcune realtà questo è stato sancito e attivato, noi comunque rinnoviamo questa disponibilità. per i pazienti oncologici".