Da Draghi “messaggio di fiducia”: recuperiamo ritardi sui vaccini

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 24 mar. (askanews) - Un "messaggio di fiducia a tutti gli italiani", perchè nella campagna vaccinale si stanno recuperando "i ritardi dei mesi scorsi". Lo ha voluto mandare il presidente del Consiglio Mario Draghi, parlando in Senato.

A un anno di distanza" dall'inizio della pandemia "dobbiamo fare tutto il possibile per piena e rapida soluzione della crisi sanitaria. Sappiamo come farlo, abbiamo 4 vaccini sicuri ed efficaci, tre in somminstrazione, il quarto disponibile da aprile. Ora l'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile. Voglio mandare un messaggio di fiducia a tutti gli italiani: il Governo è determinato a portare avanti la campagna vaccinale con la massima intensità, e siamo già all'opera per compensare i ritardi di questi mesi. Dobbiamo farlo per la salute, la scuola, la ripresa dell'economia".

Intanto, ha rivendicato Draghi, "l'accelerazione è visibile nei dati: a marzo 170mila al giorno, più del doppio che nei dei due mesi precedenti. Nonostante il blocco temporaneo della somministrazione di AstraZeneca. L'obiettivo è arrivare presto a mezzo milione al giorno. Questo è essenziale per frenare il contagio, far ripartire l'economia, ed evitare l'insorgere di nuove varianti".

"Procedere spediti con le somministrazioni è importante, ma bisogna vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili che hanno più da temere dalle conseguenze del virus", ha detto ancora Draghi. "Sulla copertura vaccinale di chi ha più di 80 anni persistono differenze regionali difficili da accettare", ha aggiunto.

"Si parla molto di autonomia strategica su difesa, sicurezza, mercato unico, ma credo che la prima autonomia strategica sia in fatto di vaccini, oggi", ha detto ancora ricordando le iniziative di Thierry Breton e il fatto che "abbiamo già iniziato a lavorare su impianti di produzione in Italia". Intanto "in sede europea dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti per far valere i nostri contratti, incluso il regolamento per l'esportazione dei vaccini approvato il 30 gennaio".