Da droni a petroliere, come in 3 mesi è montata tensione nel Golfo

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Roma, 20 lug. (askanews) - Dai droni abbattuti alle petroliere sequestrate, il moltiplicarsi degli incidenti nel Golfo Persico negli ultimi tre mesi continua a far temere che basti una scintilla per far esplodere il conflitto. Il tutto è cominciato dopo che ad aprile l'amministrazione Usa ha inserito le Guardie rivoluzionarie iraniane nella lista nera delle "organizzazioni terroriste". A maggio poi Washington ha inasprito le sanzioni economiche contro Teheran e annunciato lo schieramento nella regione di una portaerei e di bombardieri B52. Sempre a maggio l'Iran a cominciato ad affrancarsi gradatamente dagli impegni presi con l'accordo sul nucleare del 2015, al quale gli Stati Uniti si erano ritirati un anno prima. Ecco i principali eventi che hanno segnato l'acuirsi della tensioni:

12 maggio - Due petroliere saudite, una nave emiratina e un tanker norvegese sono oggetto di atti di sabotaggio al largo dell'emirato di Fujairah, a un'estremità dello stretto di Hormuz, attraverso il quale passa un quinto della produzione mondiale di greggio. Gli incidenti non causano vittime ma ravvivano le tensioni nel Golfo. Il 30 maggio, il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca John Bolton accusa l'Iran affermando che i sabotatori hanno usato "quasi certamente" mine antinave iraniane. "Chi altro avrebbe potuto farlo secondo voi? Un nepalese?" ironizza il noto falco anti-iraniano. Da parte sua Teheran nega. (Segue)