Da droni a petroliere, come in 3 mesi è montata tensione nel Golfo -3-

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Roma, 20 lug. (askanews) - 10 luglio - La marina militare iraniana tenta secondo il Regno Unito, di impedire il passaggio di una nave petroliera britannica, la British Heritage, nello stretto di Hormuz. La HMS Montrose, accorsa in salvataggio, deve "lanciare avvertimenti verbali" alle vedette iraniane per costringerle alla ritirata. Le Guardie rivoluzionarie negano qualsiasi "confronto" con imbarcazioni straniere. La Royal Navy anticipa l'invio di una seconda nave da guerra nel Golfo. Gli Stati uniti approfittano dell'incidente per rilanciare il loro progetto di costruire una coalizione internazionale per scortare le navi commerciali nella regione.

14 luglio - Il 18 luglio le Guardie rivoluzionarie annunciano di aver sequestrato quattro giorni prima nello stretto di Hormuz un "tanker straniero" con equipaggio, sospettato di dedicarsi al "contrabbando" di carburante, che avrebbe caricato da navi iraniane. Secondo alcuni potrebbe trattarsi di una petroliera battente bandiera panamense, la Riah, che fa la spola nello stretto e il cui sistema di identificazione Gps si è interrotto il 14 luglio.

18 luglio - Una nave da guerra americana, la USS Boxer, avrebbe abbattuto un drone iraniano che si sarebbe avvicinato a meno di mille metri dall'imbarcazione, in un'"azione difensiva" secondo Trump. "Temo che per sbaglio la USS Boxer abbia abbattuto uno dei suoi" droni, twitta il giorno dopo il viceministro iraniano degli Esteri Abbas Araghchi. "Non abbiamo perduto alcun drone sullo stretto di Hormuz o altrove".(Segue)