Da Fico a Taverna, il summit segreto e i dubbi su corsa a regionali

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Un summit super segreto, lunedì sera in una casa privata nel cuore di Roma, per decidere se correre o meno alle regionali in Calabria ed Emilia Romagna. A quanto apprende l'Adnkronos, al vertice decisivo per i prossimi appuntamenti elettorali - dopo la debacle M5S in Umbria - c'erano molti big del Movimento, oltre a Luigi Di Maio, il ministro Alfonso Bonafede e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, ma anche il presidente della Camera Roberto Fico e la vicepresidente del Senato, Paola Taverna.  

E lì che Di Maio, con Beppe Grillo e Davide Casaleggio in un filo diretto telefonico, decidono di consultare la Rete e lasciar decidere gli attivisti sui prossimi appuntamenti elettorali. Perché il niet di Di Maio alle alleanze aveva fatto sorgere dubbi diffusi, nel gruppo dirigente, sulla opportunità di presentare le liste in Calabria ed Emilia Romagna. Non solo in Taverna e Fico, che mai si sono espressi pubblicamente sull'opportunità di presentare le liste sui due territori chiamati al voto, ma anche in Max Bugani, socio di Rousseau e volto storico del Movimento, e nel ministro Stefano Patuanelli.  

I dubbi del gruppo dirigente M5S erano sostanzialmente legati alla tenuta del governo. Per questo, in molti, durante il vertice rimasto segreto, si erano espressi contro la presentazione delle liste, convinti fosse preferibile evitare la corsa in Emilia Romagna e Calabria. Da qui, la decisione di eliminare ogni incertezza affidandosi al voto su Rousseau.