Da futuro abate a n.1 di Softbank: Junichi Miyakawa

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 28 gen. (askanews) - Doveva fare il monaco buddista. Invece è diventato il numero uno di una delle principali compagnia di telefonia mobile d'Asia, la Softbank. E' la storia di Junichi Miyakawa, il manager 55enne chiamato a sostituire dal primo aprile il fondatore Masayoshi Son come presidente e amministratore delegato di Softbank Corporation.

E' il 1965 quando Miyakawa nasce nella città di Inuyama, prefettura di Aichi. La sua casa è un tempio buddista zen della setta Rinzai, il tempio Seisuiji, un luogo delizioso immerso nel verde.

E' il figlio dell'abate del tempio, quindi la sua strada è segnata: dovrà succedere al padre a capo dell'istituzione religiosa. Per questo motivo, si laurea in studi buddisti presso l'Università Hanazono, un'istituzione legata alla confessione Rinzai. Eppure la vocazione del ragazzo è un'altra e, così, chiede al padre il permesso di fare qualcos'altro fino all'età di 35 anni.

Così inizia a lavorare presso una società di contabilità, dove impara i rudimenti di economia. Dal 1991 si mette in proprio con una serie di iniziative commerciali e industriali che hanno un buon successo.

Dal 2003 entra nel business delle telecomunicazioni, dapprima della Nippo Telecom, poi nella BB Mobile e dal 2006 entra nella galassia Softbank.

Il Nikkei racconta che il suo ingresso nella compagnia è dovuto allo stesso Son, un uomo che tende a essere abbastanza perentorio nel suo stile di comando. "Ti voglio sullo shinkansen (treno veloce) da Nagoya a Tokyo", gli dice per telefono. E lui ci va.

E' così che nasce il rapporto tra questi due uomini, che fa sì che Miyakawa sia una delle poche persone al mondo che possa dire a Son cosa fare. Per esempio, l'acquisto di Vodafone Japan, per poco meno di 10 miliardi di dollari al cambio di oggi, avviene nel 2006 anche su consiglio di Miyakawa.