Da Madrid a Ankara, i precedenti assalti ai Parlamenti nel mondo

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L'irruzione dei sostenitori filo Trump all'interno del Congresso americano nel giorno della certificazione della vittoria del presidente eletto Joe Biden richiama alla memoria assalti alle sedi delle istituzioni avvenuti in altri Paesi del mondo, ma anche negli stessi Stati Uniti. Episodi che in molte occasioni sono stati fattori scatenanti o eventi 'simbolo' di insurrezioni o addirittura guerre civili.

Nell'aprile 2014 manifestanti armati filo-russi presero d'assalto gli edifici governativi a Donetsk, nell'Ucraina orientale. Quell'attacco è ritenuto il preludio della guerra tra governo ucraino e separatisti russi, che poi proclamarono due Repubbliche popolari indipendenti. Sempre manifestanti filo-russi furono responsabili nel gennaio 2016 dell'attacco al Parlamento di Chisinau, la capitale della Moldova.

Uno degli attacchi più noti contro un Parlamento fu quello sferrato dai Talebani a Kabul il 22 giugno 2015. Nel giorno in cui veniva sottoposta all'Assemblea la nomina di Mohammad Masoom Stanekzai per la conferma dell'incarico di ministro della Difesa, un gruppo di insorti, tra cui un kamikaze, attaccò l'edificio provocando diversi morti tra i civili e decine di feriti. Un razzo sparato dagli insorti colpì il tetto.

Anche durante il fallito golpe dell'estate 2015 contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan venne preso di mira il Parlamento. I carri armati dei golpisti aprirono il fuoco nel perimetro della sede istituzionale ad Ankara, provocando danni all'interno.

C'era la mano dell'Isis, invece, nell'attacco al Majlis di Teheran avvenuto il 7 giugno del 2017. In quello che fu la prima azione rivendicata dal sedicente Stato islamico sul suolo iraniano, un commando di almeno quattro persone armate di kalashnikov e bombe a mano fece irruzione nel Parlamento. Uno dei kamikaze si sarebbe fatto esplodere, mentre gli altri furono tutti uccisi. A Hong Kong il primo luglio 2019 numerosi manifestanti devastarono il Parlamento per protesta contro la legge sull'estradizione in Cina.

Anche negli Stati Uniti di recente si sono registrati assalti a sedi istituzionali per protesta contro le misure di sanità pubblica per combattere il Covid-19. Nel maggio scorso dimostranti armati occuparono l'edificio del Campidoglio di Lansing, nel Michigan, per protestare contro le misure adottate dal governatore democratico Gretchen Whitmer.

Un evento analogo si è verificato a Berlino in agosto. Più di cento manifestanti di estrema destra, staccatisi da un corte di 'no-mask', violarono la barriera di sicurezza tentando di penetrare nel Reichstag, sede della Camera dei deputati, ma furono fermati prima di irrompere all'interno. A novembre, invece, manifestanti furiosi per l'accordo firmato da Armenia e Azerbaigian sul cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh, invasero il Parlamento e la sede del governo armeno a Erevan.

Andando più indietro nel tempo, è nella storia l'attacco a colpi di cannone contro il Parlamento sferrato a Mosca il 4 ottobre del 1993 per volere dell'allora presidente Boris Eltsin. Le forze speciali poi assaltarono l'edificio mettendo fine alla crisi istituzionale che durava da mesi.

Un altro 'celebre' assalto al Parlamento fu quello durante il fallito colpo di Stato in Spagna nel 1981. Il 23 febbraio un gruppo di militari della Guardia Civil, guidati dal tenente colonnello Antonio Tejero Molina, occupò l'edificio durante la votazione del candidato alla presidenza Leopoldo Calvo Sotelo dell'Unione del Centro Democratico. Solo 'indisponibilità del Re Juan Carlos I ad appoggiare il golpe fece naufragare il tentativo di colpo di Stato quella notte stessa.