Da Mogherini a papa Francesco: i favoriti per il Nobel per la Pace

Da Mogherini a papa Francesco: i favoriti per il Nobel per la Pace

È atteso per oggi l'annuncio del Nobel per la Pace e dopo 110 anni potrebbe essere un italiano a trionfare. Un'italiana, anzi. Nel 1907 Ernesto Teodoro Moneta otteneva il premio insieme al francese Louis Renault e oggi, invece, si fa il nome di Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ed ex titolare della Farnesina. candidata possibilmente insieme al ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif e all'ex segretario di Stato Usa John Kerry per l'accordo sul nucleare iraniano.

Mogherini e colleghi sono 'spinti' dal fuoco incrociato delle minacce fra Donald Trump e Kim Jong-Un: con il mondo in piena crisi nordcoreana, premiare chi ha lavorato per ridurre le armi nucleari darebbe un segnale forte; tanto più che il presidente degli Stati Uniti potrebbe dare presto un duro colpo all'accordo del 2015. Ma i giurati di Oslo (il Nobel per la Pace è l'unico che non viene assegnato in Svezia) potrebbero scegliere anche altre vie.

Tra i 318 candidati, segnalati da accademici e associazioni, dovrebbero figurare per esempio i cosiddetti 'caschi bianchi' siriani, organizzazione umanitaria che si dedica a salvare i civili nelle zone di guerra che non sono sotto il controllo del governo siriano. La loro vittoria potrebbe essere un segnale per non dimenticare il conflitto cominciato sei anni fa. Oppure Angela Merkel: sarebbe un Nobel d'incoraggiamento per la signora d'Europa alla vigilia del complesso quarto mandato da cancelliera, un po' come avvenne per il neopresidente Obama nel 2009.

Si è fatto anche il nome del giornale turco Cumhuriyet e del suo direttore Can Dündar, che potrebbe invece essere un segnale forte per la libertà di stampa. Alcuni ipotizzano il trionfo di qualche oppositore di Trump: ad esempio Colin Kaepernick, il giocatore di football che per primo piegò il ginocchio durante l'inno americano in segno di protesta per le violenze contro gli afroamericani, oppure l'American Civil Liberties Union (Aclu), organizzazione per la difesa dei diritti civili negli Usa che spesso ha criticato il presidente. E hanno chance anche coloro che nel mondo si occupano dell'emergenza migranti: dall'Alto commissiariato Onu per i rifugiati (Unhcr) alle isole greche che accolgono migliaia di profughi.

A poche ore dall'annuncio del vincitore, tuttavia, i bookmakers hanno un favorito: è Papa Francesco, il cui impegno per la pace comprende i messaggi sul cambiamento climatico, il disarmo e le migrazioni. E proprio sulla scia del tema dell'immigrazione anche quest'anno torna l'idea di un Nobel per la Pace a Lampedusa. Da tempo si chiede da più parti di premiare gli abitanti della porta d'Europa per il loro impegno nell'accoglienza, al di là di ogni polemica nazionale o europea. 

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