Da Parigi all'Eliseo, la spina Hidalgo sulla strada di Macron

·4 minuto per la lettura
Getty images (Photo: Getty images)
Getty images (Photo: Getty images)

“Il quinquennio del presidente Emmanuel Macron “avrebbe dovuto unire i francesi, li ha divisi. Avrebbe dovuto risolvere i problemi sociali, li ha aggravati. Avrebbe dovuto proteggere il nostro pianeta, ha girato le spalle all’ecologia”. Comincia con un attacco diretto al suo rivale di sempre la candidatura della sindaca di Parigi, la socialista Anne Hidalgo, alle prossime presidenziali del 2022. Dal porto di Rouen, scelto per l’annuncio ufficiale, la prima cittadina si propone per “reinventare” il prima possibile il “modello francese”.

Per questa nuova sfida Hidalgo si dice “pronta”. La socialista, sessantadue anni, da cinque alla guida di Parigi, si lancia nella corsa all’Eliseo con un annuncio atteso da settimane. Nata in Andalusia, arriva con la sua famiglia a Lione all’età di due anni e ottiene la cittadinanza francese dodici anni dopo. Lei stessa, ricordando le sue origini, si definisce una “donna francese nata in Spagna”. “Penso a mio padre che è stato operaio nel cantiere navale di Cadice. Penso anche a mia madre, sarta”, ha detto oggi, ribadendo che proprio la Francia gli ha dato la sua “opportunità”. Spesso durante il suo mandato alla guida della capitale francese, ottenuto dopo anni all’ombra del suo predecessore Bertrand Delanoë, è stata giudicata dai suoi stessi collaboratori e dagli avversari “divisiva”, incapace di fare squadra e sempre concentrata sugli obiettivi. Rimproveri che non sembrano però averla cambiata.

La socialista oggi si posiziona ovviamente agli antipodi di Marine Le Pen, che quasi in contemporanea con il suo annuncio ha lanciato la campagna elettorale da Fréjus. Ma il vero avversario da battere è Macron, l’ex compagno di partito che è stato iscritto ai socialisti dal 2006 al 2009, sebbene abbia poi partecipato nel 2012 alla campagna elettorale di François Hollande diventandone poi ministro dell’Economia due anni dopo.

I rapporti tra i due sono sempre stati difficili. Come ricorda Libération, gli attriti sono cominciati nel 2015, quando Macron era ministro e si batteva per estendere l’orario di apertura dei negozi di Parigi alla domenica. La rivalità è poi continuata negli anni, accentuandosi sui Giochi olimpici di Parigi 2024, dove entrambi si contendono gli onori dell’evento (un po’ meno gli oneri), ma anche sulla sicurezza e sulla gestione della crisi del coronavirus. Secondo il suo entourage, Hidalgo non sopporterebbe Macron. Lui, invece, avrebbe un atteggiamento alquanto indifferente nei confronti della socialista, almeno a detta della sua cerchia più ristretta.

Al momento l’unica certezza è che Hidalgo deve rincorrere. La sindaca è data nei sondaggi solamente tra il 7 e il 9 per cento e per guadagnare terreno sta puntando molto sull’ambiente, che è anche uno dei pilastri del programma di Macron. Ma se l’inquilino dell’Eliseo su questo dossier sta avanzando a passi felpati (nonostante gli annunci in pompa magna e le tante iniziative sbandierate nel corso del mandato), la sindaca vanta una serie di misure già prese nella sua città, per buona pace dei parigini, che negli ultimi anni si sono ritrovati alcuni tratti del lungosenna chiusi al traffico, il limite di velocità abbassato dal 50 al 30 per cento e chilometri di nuove piste ciclabili. Tutte iniziative destinate a rendere la Ville Lumière meno inquinata e più a misura di cittadino, ma che sul breve termine hanno messo a dura prova i nervi degli abitanti.

Hidalgo ne è consapevole, per questo nei prossimi mesi cercherà di liberarsi da quell’immagine troppo parigina che si è costruita negli anni e che potrebbe rivelarsi controproducente al di fuori del périphérique (l’anello autostradale che circonda la città). Nell’attesa di conoscere i dettagli del suo programma che verranno in parte presentati ai microfoni di France 2 e nel libro in uscita “Una donna francese”, ci pensa il suo entourage a delineare i primi tratti della proposta: Hidalgo ha una “volontà molto chiara di rivolgersi alle classi medie e alle classi popolari e quindi di parlare a dei lavoratori, a dei dipendenti”, ha spiegato la direttrice di campagna Johanna Rolland.

In questa sfida Hidalgo conta sul sostegno del suo Partito e del segretario Olivier Faure, che ha indetto delle primarie riservate solo ai militanti per evitare soprese dell’ultimo minuto. Tra le fila dello storico partito di centrosinistra francese, infatti, c’è anche chi richiede un dibattito più aperto, come Stephane Le Foll, sindaco di Le Mans. Ma i socialisti, che vengono da anni difficili, puntano nuovamente su una donna dopo averci già provato nel 2007 con Ségolène Royal, sconfitta all’epoca dal neogollista Nicolas Sarkozy.

La vera difficoltà per Hidalgo sarà quella di federare la sinistra francese, che si presenta alle presidenziali atomizzata come non mai in una miriade di candidati. Tra questi c’è l’indomabile Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, ma anche l’ex socialista Arnaud Montebourg, il comunista Fabien Roussel e il futuro candidato che gli ambientalisti di Europa Ecologia-I Verdi (Eelv) sceglieranno nelle prossime primarie. Con questi ultimi, Hidalgo ha più speranze di riuscire a trovare un’intesa, seppur passando per un dialogo che si annuncia complicato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli