Da Parigi tornano a Genova per aprire una pasticceria, "sfidiamo la crisi prendendola per la gola"

Alessandra Rossi
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AGI - L'apertura di una nuova attività, in piena crisi pandemica, in una città in zona arancione è possibile. L'impresa è reale ed è firmata da Giulia Vassallo e Nicolò Quatrida, quasi 29enne lei, 32enne lui. Entrambi genovesi, dopo anni di esperienza tra Trentino, navi da crociera e Parigi, hanno deciso di tornare a “casa” in uno dei momenti più complessi per la tenuta dell'economia di bar, locali e ristoranti disseminati nel centro storico, oggi quasi deserto per via delle restrizioni anti-covid. 

“L'idea di aprire l'abbiamo sempre avuta - racconta all'Agi Giulia, che ci accoglie con la divisa immacolata da pasticcere - ma non ci sentivamo mai abbastanza pronti. Il Covid è stata un po' la spinta che ci ha permesso di buttarci in questa avventura”. L'avventura si chiama "Patisserie 918" e, a partire dal nome, è un luogo che ha già una sua storia. 

Incastrata a pochi metri da piazza San Matteo, uno degli angoli medievali meglio conservati di Genova, nel vico che porta anch'esso il nome del santo, la neonata pasticceria è un viaggio tra Francia e Italia, letteralmente: ”Nelle valutazioni che abbiamo fatto per la scelta del nome - spiega Nicolò - volevamo qualcosa che raccontasse la nostra esperienza formativa a Parigi. Poi, con Google maps, abbiamo visto che 918 erano proprio i km che separavano casa nostra in Francia da Genova. Se dovessimo aprire un secondo negozio, il numero potrebbe cambiare: partiremmo sempre da Parigi, ma il chilometraggio verso la nuova tappa sarà diverso”. 

La decisione di aprire il locale è maturata nel lockdown, periodo che i due ragazzi, coppia sul lavoro e anche nella vita, hanno vissuto nella ville Lumière. L'una pasticcera in un grand hotel 5 stelle, vicino al famoso Bon Marché sulla Rive Gauche, l'altro invece in una storica - con tanto di arredi originali dell'Ottocento - pasticceria del Marais, si sono ritrovati nella primavera scorsa a non lavorare, o ad avere un lavoro fortemente ridotto, finché tra maggio e giugno, quando anche Nicolò è finito in cassa integrazione, quel sogno troppo spesso accantonato di tornare in Italia e aprire un proprio locale ha cominciato a prendere forma: da idea a progetto, da progetto a realtà. 

Abbiamo affrontato la sfida perché siamo orgogliosamente genovesi

“A mio parere, accendere una luce adesso in questa città è una grossa responsabilità - dice Giulia - Quando avevamo deciso di aprire la pasticceria, avevamo il pallino di farlo proprio nel centro storico della nostra città, nel suo cuore pulsante, perché siamo orgogliosamente genovesi. Ora la sfida è portare qui qualcosa di nuovo”. 

L'idea infatti di "Patisserie 918" è quella di creare un luogo accogliente: “Una volta finite le restrizioni imposte dal Covid, dimostreremo davvero l'anima di questo posto - dice Giulia - ovvero una buona sala da tè, con una buona offerta di pasticceria, ma soprattutto un posto dove la gente vuole passare del tempo, dove magari tirar fuori il computer per lavorare, senza essere guardati con stizza. Vogliamo che la persona si senta a suo agio, che questo posto diventi per tutti un rifugio sicuro”. 

"Patisserie 918" sarà aperto dalle 7 alle 12.30 e dalle 15 alle 19: offrirà servizi che vanno dalla colazione, con tanto di menu, all'aperitivo dolce.  “Vogliamo che i clienti qui si prendano il proprio tempo, senza che qualcuno li insegua per liberare il tavolo - sottolinea Nicolò - Un luogo che sia una sosta”.  Dai macarons, ai cioccolatini, passando per la pasticceria tradizionale genovese ed italiana, ma riletta - in chiave estetica - dai due ragazzi.

“Punteremo sulla qualità, più che sulla quantità. Sappiamo che aprire in zona arancione è una sfida, ma approfittiamo di questo momento per partire con calma - racconta Giulia - Lo consideriamo un giro di rodaggio per capire cosa piace di più e cosa di meno. Lavoreremo per ora sull'asporto, ma non vogliamo rinunciare comunque al senso della pausa che vuole regalare la nostra pasticceria.

Per questo stiamo preparando delle box dove metteremo tutto l'occorrente per fare colazione, merenda e pausa tè a casa. Così pensiamo di cominciare a far conoscere lo spirito di 'Patisserie 918'”. 

Oltre alla sfida di aprire una pasticceria, senza di fatto una festa di inaugurazione e, soprattutto, senza poter contare sulla clientela in loco, i due ragazzi hanno affrontato anche un notevole sforzo economico: “La gran parte degli aiuti, dei finanziamenti e delle agevolazioni dovute al Covid è stata riservata a chi un locale lo aveva già, proprio per consentirgli di sopravvivere - racconta Giulia - Quindi noi siamo arrivati troppo tardi per i finanziamenti dopo il primo lockdown e troppo presto per quelli che arriveranno. Diciamo che l'unica facilitazione è stata il fatto di essere riusciti ad acquistare il locale ad un prezzo leggermente inferiore rispetto a quello che avremmo trovato in un altro periodo”. 

 Ad affiancare i due pasticceri, un altro ragazzo, il 27enne Michele: lui sarà al bar. Così, coi profumi inebrianti di zucchero, impasti e cioccolata, con il tepore caldo del forno già operativo che ci avvolge in quella scatola di di dolcezza fatta di vetrate, pareti bianche e blu, l'avventura di "Patisserie 918" è pronta ad iniziare: da venerdì 22 gennaio, a Genova la crisi si prova a prenderla per la gola.