Da Rimini parte la sfida che coinvolge 230mila operatori sanitari

Rimini, 12 ott. (askanews) - Aumentare l'informazione sulla salute e contro l'abusivismo professionale a tutela non solo dei pazienti ma anche degli operatori sanitari. È la sfida che ha visto in prima fila la neo costituita Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, che rappresenta in Italia 235 mila professionisti.

Il presidente della Federazione, Alessandro Beux, al primo congresso nazionale a Rimini, ha spiegato le ragioni che hanno portato alla costituzione di un nuovo maxi ordine che raccoglie 19 professioni sanitarie differenti: "Si sostiene che le migliori cure in ambito socio-sanitario sono quelle garantite da un'équipe multi professionale che riesce bene a interagire, però ci diventa difficile da realizzare se poi i percorsi formativi sono differenti e separati e se i riferimenti istituzionali e associativi sono differenti e separati. Quindi abbiamo detto: per quel che possiamo proviamo ad aggregare. E' partito questo progetto che qualcuno riteneva fosse folle e che invece con il congresso viene consacrato".

Numerosi e trasversali i temi discussi nel corso dell'appuntamento riminese a cui hanno partecipato duemila operatori del settore: dagli aspetti giuridici a quelli medico-legali, dalla formazione all'assicurazione, dalla legalità alla prevenzione della corruzione. Un focus particolare è stato dedicato all'impatto che le tecnologie hanno sulle attività sanitarie.

Il maxi Ordine voluto nel 2018 dall'allora ministro Lorenzin, è per gli operatori garanzia di protezione nei confronti dell'abusivismo o di iniziative lesive della loro professionalità. Ma è un'assicurazione anche per i cittadini che fruiscono del servizio socio sanitario: "Intanto hanno la sicurezza che coloro che agiscono sulla loro salute e sul loro contesto sociale è un professionista adeguatamente qualificato. Qualificazione in forza della quale ha la possibilità di iscriversi all'albo e pertanto a lui è consentito di esercitare e agli altri no".

La sfida della promozione del benessere passa inevitabilmente dall'integrazione tra i contributi professionali delle diverse categorie. "Questo è l'obiettivo ultimo; è un obiettivo di medio-lungo periodo, ci vorrà qualche anno affinché queste ricadute diventino percepibili, intense e concrete nel sistema sanitario, però qualcuno doveva partire, da qualche parte lo si doveva fare, siamo partiti noi con la costituzione del cosiddetto maxi Ordine", ha concluso Beux.