Da un mese il 19enne reo confesso non vedeva gli amici e con il genitore neanche ci parlava più

Gianluca Loprete
Gianluca Loprete

Gli ultimi giorni di Gianluca Loprete prima di ammazzare suo padre disegnano un quadro che sembra calzare tragicamente con l’orrore della mattina del 12 giugno, quando il 19enne di Sesto San Giovanni ha chiamato il 112 spiegando di aver ucciso suo padre. Da un mese il giovane reo confesso non vedeva gli amici e con il genitore neanche ci parlava più in quella casa di via Saint Denis 9 tenuta male e in cui vivevano i due.

Gli “ultimi giorni” di Gianluca Loprete

Loprete non ha riposto alle domande del magistrato di Milano che gli contesta un’accusa per omicidio aggravato e vilipendio di cadavere dopo il fermo dei carabinieri. Perché vilipendio? Perché Gianluca, studente incensurato con problemi comportamentali, avrebbe cercato di fare a pezzi il corpo del 58enne padre. Fonti ufficiose avrebbe confermato che il rapporto fra i due era azzerato anche se non pare litigassero in maniera eclatante.

Ultimamente era diventato “ombroso”

La vittima era un impiegato di banca divorziato dalla madre del suo killer che vive a Bolzano. Pare che Gianluca, secondo quanto riferito da alcuni vicini a Fanpage, fosse diventato  “ombroso” e che neanche riceveva più gli amici con i quali tante volte durante il lockdown aveva organizzato serate che gli erano costate anche una denuncia di parte.

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