Da Viale dell’Astronomia fanno sapere che la stima dei costi energetici aggiuntivi è in agguato

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi
Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi

Su Pil e prospettive future il Centro Studi di Confindustria teme l’urto della questione gas russo e vede “segnali discordanti”. Da Viale dell’Astronomia fanno sapere che la stima dei costi energetici aggiuntivi è in agguato e che c’è una situazione ambigua, con “rincari e scarsità” che “colpiscono l’industria”, e “i minori contagi  che aiutano i servizi. Intanto salgono i tassi”.  Il  dato è che ci sono più occupati e meno legacci dovuti al Covid, ma anche che la guerra rischia di far crashare il settore energetico e le imprese.

Confindustria su Pil e prospettive future

Il Centro studi di Confindustria evidenzia che “nel secondo trimestre 2022 lo scenario per l’Italia resta complicato (dopo il -0,2% del Pil nel primo) per il proseguire del conflitto in Ucraina”. E ancora: “I dati in aprile e maggio confermano il sommarsi di rincari delle commodity, scarsità di materiali, alta incertezza. Il lento affievolirsi dei contagi, invece, potrebbe sostenere i consumi. Nel complesso, però, l’andamento appare ancora negativo“. Poi la nota dolente: CsC avverte anche che un blocco all’import di gas russo “sarebbe un trauma su volumi e prezzi ed avrebbe un “impatto pesante”.

Il blocco del gas dalla Russia è il vero nodo

Gli economisti stimano che “l’eventuale blocco delle importazioni di gas naturale dalla Russia, principale fornitore dell’Italia negli ultimi anni, potrebbe avere un effetto molto forte sull’economia italiana, già indebolita. Tale trauma causerebbe una forte carenza di volumi di gas per industria e servizi e un aumento addizionale dei costi energetici. L’impatto totale sul Pil in Italia, nell’orizzonte 2022-2023, è stimabile in quasi un -2,0% in media all’anno”.

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