Da Zamora a Tassotti, un secolo di sfide tra azzurri e Furie Rosse

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AGI - Italia e Spagna, prossime avversarie nella semifinale degli europei a Wembley, hanno alle spalle un secolo di sfide calcistiche, spesso decisive dagli europei ai mondiali. I precedenti tra le due squadre sono 37, con 11 successi per parte e 15 pareggi tra Olimpiadi, Mondiali, Europei, Confederations Cup e amichevoli. Nelle partite che contano, però, gli azzurri sono avanti con sei vittorie contro le tre delle Furie Rosse e sette pareggi. L'Italia ha in particolare un ruolino migliore agli europei con due successi contro una vittoria della Spagna, tre i pareggi. Tra i successi più fragorosi si ricordano il 7-1 azzurro alle Olimpiadi di Amsterdam 1928 con il famoso gol di Levratto che sfondò la rete e il 4-0 del 1942 a San Siro con reti tra gli altri di Valentino Mazzola e Piola.

Le sfide olimpiche

La prima sfida risale al 2 settembre del 1920 ad Anversa in occasione delle Olimpiadi: vinsero gli spagnoli con una doppietta del centravanti basco Felix Sesumaga ma la partita si ricorda soprattutto per il rosso al mitico portiere Ricardo Zamora a causa di un pugno. La prima vittoria azzurra arrivò alle successive Olimpiadi di Parigi, 1-0 grazie a un autogol nel finale. 

Il mistero di Zamora

La partita più controversa dell'epoca resta però Italia-Spagna del 1934 che spianò alla squadra di Vittorio Pozzo la strada verso il trionfo ai mondiali in casa. La partita allo stadio Berta di Firenze (l'attuale Franchi) finì 1-1 con un gol contestato dell'Italia di Ferrari con un fallo non rilevato di Schiavio sul portiere Zamora protagonista di una serie di miracoli. Nella ripetizione della parta, l'indomani, Zamora non era più tra i pali (si scrisse che era per le pressioni del regime fascista ma non si è mai saputo il vero motivo) e l'Italia si impose con una rete di Giuseppe Meazza.

La batosta di Kiev

Il ricordo più amaro per gli azzurri risale agli europei  del 2012, quando nella finale di Kiev del primo luglio la Roja si impose con un secco 4-0 sulla nazionale di Cesare Prandelli. Per la Spagna quella partita fu il canto del cigno di un ciclo d'oro (europei del 2008, mondiali del 2010, europei del 2012). La vendetta arrivò quattro anni più tardi negli ottavi degli europei del 2016 in cui gli azzurri di Antonio Conte eliminarono la Spagna vincendo 2-0 (reti di Chiellini e Pellè). In altre due occasioni l'Italia è stata eliminata ai rigori dalla Spagna, agli europei del 2008 e nella Confederations del 2013.

La gomitata di Tassotti

Per gli azzurri il precedente più felice resta forse il quarto di finale dei mondiali del 1994 a Boston, finito in corrida: l'Italia vinse con le reti di Dino (al 25mo) e Roberto Baggio (all'88mo), con in mezzo l'autorete di Benarrivo (58mo). Gli spagnoli, però, ancora recriminano per la gomitata di  Mauro Tassotti a Luis Enrique. Nei minuti di recupero, infatti, il difensore del Milan colpì a palla lontana lo spagnolo fratturandogli il naso. L'arbitro Phul non vide nulla e quindi non arrivò il calcio di rigore con espulsione che avrebbe riaperto la partita, anche se Tassotti fu poi la prima 'vittima' della prova tv con otto giornate di squalifica. Tassotti e Luis Enrique, attuale ct della Spagna, nel 2016 si sono riappacificati con una stretta di mano che toglierà almeno questo elemento di tensione dalla partitissima di martedì sera a Wembley.

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