Dagli orologi al gin, abalone tesoro formato mollusco

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Più che un mollusco, un tesoro dalle mille sfaccettature impiegato dalla cucina alla gioielleria fino ad arrivare all'origami e al gin. E' l'abalone, conosciuto anche come 'orecchio di mare' o 'orecchio di Venere', unico nel suo genere e ricercatissimo mollusco dal prezzo non esattamente alla portata di tutti. Ancorato saldamente agli scogli nella sua conchiglia di madreperla, l'orecchio di mare vive a una profondità variabile fino ad arrivare ai 15 metri lungo le coste del Mediterraneo - in particolare nella Sicilia orientale -, dell'Africa, dell'Australia, della Nuova Zelanda, delle isole del Pacifico e le coste occidentali dell'America settentrionale, oltre alle isole della Manica. Attaccato con forza alla roccia, il mollusco è difficile da catturare oltre che a rischio estinzione a causa della domanda sempre più crescente, cosa che lo rende ancor più pregiato. Ma per quale motivo?

Perché non sono solo le carni a interessare, ma anche l'involucro iridescente. Le conchiglie degli abaloni vengono infatti apprezzate nella fabbricazione sia di gioielli che di strumenti musicali, come ad esempio le chitarre acustiche, ma anche utilizzate per la realizzazione dei quadranti di alcuni modelli di Rolex come il Datejust II, mentre la loro polpa viene spesso utilizzata in cucina dai grandi chef per dei piatti ricercatissimi, addirittura nella produzione di un gin siciliano - lo Spirt of Abalone - e in Cina, dove per secoli le pietanze a base di orecchie di mare sono state inoltre simbolo di uno status sociale elevato. Ma non finisce qui: dopo orecchini, ciondoli e chitarre, l'orecchio di mare risulta protagonista anche in Giappone per una tradizione millenaria: una sottile striscia di aliotide essiccato usata nel 'noshi', un origami decorativo considerato benaugurante.

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