Dai neuroni alla coscienza: il salto di scienziati e filosofi

·2 minuto per la lettura
Dai neuroni alla coscienza: il salto di scienziati e filosofi
Dai neuroni alla coscienza: il salto di scienziati e filosofi

Milano, 17 nov. (askanews) – Un convegno per indagare sull’orgine della coscienza: si è concluso in Fondazione Prada il primo appuntamento del progetto pluriennale “Human Brains”, dedicato agli studi sul cervello, che ha visto scienziati e filosofi confrontarsi su una delle domande fondamentali sulla nostra esistenza e sul suo senso. In diversi appuntamenti con studiosi internazionali si sono affrontate le nuove conoscenze sulle strutture neuronali, da cui partire per poi arrivare a pensare la formazione del pensiero stesso.

Il professor Giancarlo Comi, presidente del comitato scientifico del progetto voluto fortemente da Miuccia Prada, ha affrontato, tracciando una sorta di bilancio, il tema delle nostre individualità. “Che cosa è alla base di questa enorme variabilità inter-individuale? Basti pensare – ha spiegato ad askanews – che abbiamo nella nostra testa qualcosa come 80 miliardi di neuroni, quasi dieci volte la popolazione della Terra. E potete pensare che ogni neurone è quasi come una persona. Così noi cominciamo a capire la complessità anche delle relazioni che si devono creare”.

La complessità, quindi, come parola chiave. Come punto di partenza verso una conoscenza, che ci porta però su territori diversi, nei quali deve necessariamente subentrare anche la filosofia. E non a caso accanto a Comi per trarre le conclusioni c’era anche il professor Massimo Cacciari.

“Il sapere, che è necessario anche eticamente, che il pensiero ha questa base neuronale, fisica, non spiega il fiore dell’essere umano che è la sua coscienza, il suo sé, quello che anche Damasio ha chiamato il dono del sé. Qui c’è un salto, qui c’è qualcosa di drammatico, è stato detto da molti relatori, un passaggio drammatico tra le basi fisiche neuronali del pensiero e quel linguaggio del pensiero nella sua ricorsività, nella sua capacità di intendere l’infinito, che caratterizza il nostro esserci a differenza di altri animali”.

L’infinito della coscienza, insomma: un viaggio la cui esplorazione, ancora giovane, può essere fatta solo con la collaborazione tra le diverse discipline, scientifiche e non. “La scienza oggi – ha aggiunto il professor Comi – non si avvale più di assoli, come è stato nel passato, ma si basa su reti, si basa su connessioni”.

“C’è un salto – ha aggiunto Cacciari – tra le basi neuronali e fisiologiche del nostro sé e la costituzione del sé. Questa prospettiva anti riduzionistica è fondamentale, se non la si accoglie non ci potrà essere mai colloquio tra scienza e filosofia, tra scienza e cultura”.

Colloquio che, in Fondazione Prada c’è stato ed è stato ispirato proprio al modo in cui collaborano le diverse componenti del cervello. In attesa dei prossimi appuntamenti del progetto Human Brains.