Dai prof ai sanitari alle cure alternative: breve storia dell'Alto Adige, "roccaforte" per i No Vax

·6 minuto per la lettura
- (Photo: ansa - agenas)
- (Photo: ansa - agenas)

Cinquantotto sospesi tra insegnanti e personale non docente e altri 20 prof che a Bolzano si sono licenziati prima ancora di iniziare l’anno scolastico perché non vaccinati. E intanto in una scuola in lingua tedesca di Tirolo, vicino a Merano, le porte apriranno solo mercoledì, in quanto sei insegnanti sono risultate positive al Covid. Ecco i dati che arrivano dal Trentino-Alto Adige, regione fanalino di coda per le vaccinazioni in Italia e “fortino” degli anti-vaccinisti: in nessuna fascia di età le province autonome di Bolzano e Trento riescono a fare meglio della media nazionale e in molte sono addirittura molto indietro con l’immunizzazione.

I numeri parlano chiaro, in particolare quelli della scuola: secondo il monitoraggio Agenas (aggiornato al 30 agosto, ndr), a Trento l′80,95% del personale scolastico ha ottenuto la prima dose contro una media nazionale al 90,45%. Bolzano, invece, è al 63,91%. Per quanto riguarda il ciclo vaccinale completo: nella provincia autonoma di Trento solo il 66,35% di personale scolastico ha ottenuto anche la seconda dose; segue Bolzano fermo al 53,01%. La media italiana è invece all′84,29%. Ma in Trentino-Alto Adige le criticità non riguardano soltanto il settore scolastico: la scorsa settimana gli operatori sospesi perché non immunizzati hanno raggiunto quota 430. Stando agli ultimi dati, hanno cambiato idea 2.025 dei 3.967 sanitari che inizialmente avevano detto ‘no’ alla vaccinazione.

D’altronde, in queste aree le vaccinazioni faticano storicamente ad ingranare, soprattutto nel gruppo linguistico tedesco e nelle valli, dove ogni anno viene segnalata una scarsa affluenza alla campagna anti-influenzale. Ma a cosa è dovuta questa tendenza in una zona che, secondo diverse rilevazioni, è tra ai primi posti in Italia per efficienza del sistema sanitario?

Risponde Claudio Volanti, presidente dell’Ordine dei Medici di Bolzano, secondo cui “l’Alto Adige è sempre stata una provincia a forte tendenza anti-vaccinista. Già nel 2014 si rilevava che il tasso di vaccinazione per il morbillo era al 68%. Su tutte le vaccinazioni obbligatorie si mantiene sempre più basso rispetto al resto d’Italia”.

Secondo Volanti, la situazione sarebbe anche figlia di una crescente fiducia nella medicina alternativa. “C’è ancora la convinzione che la medicina tradizionale abbia qualcosa in meno, lo dimostra il fatto che il bilancio delle aziende che vendono prodotti omeopatici è sempre molto alto”, ha detto. “Ricordo che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi riconosce la medicina complementare, o non convenzionale, ma non quella alternativa, praticata da molti sanitari qui in Alto Adige”, ha proseguito il presidente dell’Ordine dei Medici in una recente intervista a Sanità Informazione.

Ndr: I termini medicina complementare e medicina alternativa sono spesso usati in modo intercambiabile, ma i loro significati sono diversi. La medicina complementare si riferisce a pratiche non convenzionali utilizzate insieme alla medicina tradizionale e - come sottolinea l’Associazione Italiana per l’Aggiornamento Scientifico - “non sono in grado di sostituire la terapia farmacologica o chirurgica (considerate, a torto o a ragione, maggiormente invasive), ma le affiancano come terapia d’appoggio oppure le sostituiscono solamente in settori limitati”. La medicina alternativa invece si riferisce a pratiche non tradizionali usate al posto della medicina convenzionale che “forniscono diagnosi ed una cura basate su teorie che non è possibile sostenere con nessuna prova scientifica di efficacia”.

Monitoraggio Piano Vaccinazioni anti COVID 19 Trento e Bolzano (Photo: agenas)
Monitoraggio Piano Vaccinazioni anti COVID 19 Trento e Bolzano (Photo: agenas)

Dai docenti agli studenti: in Alto Adige pochi vaccinati anche tra i giovanissimi

Come abbiamo visto, alla ripartenza dell’anno scolastico, l’Alto Adige conta circa il 20% dei professori non vaccinati. Nelle ultime settimane, sono aumentate le richieste di congedo e c’è stata una vera e propria corsa ai tamponi per ottenere il Green Pass evitando l’immunizzazione E intanto partono le prime prime sospensioni. Sigrun Falkensteiner, direttrice della scuola di lingua tedesca in Provincia di Bolzano, ha dichiarato: “Ci dispiace per ogni singola persona, ma parliamo di numeri gestibili che ci consentono di garantire la didattica”.

Se è questa la situazione in cattedra, non va meglio dietro i banchi di scuola. Novantamila è il numero dei ragazzi tornati ieri a scuola in Alto Adige di cui - secondo gli ultimi dati Gimbe - il 62% della fascia 12-19 anni non ha ricevuto nessuna dose, contro una media nazionale del 46,9%.

La salvaguardia dell’insegnamento in presenza è la priorità dichiarata dalla Provincia di Bolzano. Così il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha emanato un’ordinanza per screening e test a tappeto nelle scuole di ogni ordine e grado. Da subito tutti gli alunni e studenti possono sottoporsi - volontariamente e gratuitamente - due volte alla settimana a tampone.

L’ordinanza non prevede il Green pass per la mensa scolastica e nemmeno per le attività sportive o culturali durante l’orario di insegnamento in strutture sportive esterne o in luoghi culturali, purché la struttura sia utilizzata esclusivamente dalla classe o gruppo di studenti partecipanti.

L’appello delle autorità alla vaccinazione e i Vax Bus per convincere gli indecisi

Mentre scuola e sanità devono fronteggiare il problema dei lavoratori non vaccinati, le autorità lanciano gli ennesimi appelli all’immunizzazione. Thomas Widmann, assessore della Provincia autonoma di Bolzano, ha detto: ”È un dato di fatto che al momento sono soprattutto i non vaccinati ad essere infettati e ad ammalarsi. Questo ci dimostra che le vaccinazioni funzionano. Non dobbiamo dimenticare che la variante delta è più aggressiva, cioè più facilmente trasmissibile, e che spesso causa più infezioni tra i pazienti giovani, che a loro volta diffondono il virus. Pertanto, posso solo ripetere: Se non l’avete ancora fatto, vaccinatevi!”.

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria Florian Zerzer si dice preoccupato “per l’aumento del numero di infezioni e solo aumentando in modo significativo la percentuale di vaccinazioni, saremo in grado di tenere sotto controllo l’incidenza delle infezioni”.

Non solo scetticismo della popolazione verso la vaccinazione: nei mesi passati, l’Alto Adige ha dovuto fronteggiare problemi tecnico-logistici. È accaduto per esempio quando la prenotazione online dei vaccini era stata sospesa per problemi di privacy e ripristinata a partire dal 30 luglio. Per avere accesso al vecchio sistema bastava infatti inserire il codice fiscale, senza bisogno di digitare anche il numero di tessera sanitaria come accade in altri sistemi regionali. Si era creato così un problema di accesso ai dati.

Florian Zerzer, direttore generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, aveva espresso dispiacere per il fatto che, proprio in una fase di aumento delle richieste, fosse stato necessario aggiornare il sito dedicato alle prenotazioni rendendolo inaccessibile per alcuni giorni. “Abbiamo lavorato il più rapidamente possibile per reintrodurre questa modalità di prenotazione e ce l’abbiamo fatta... Soprattutto i giovani, molti dei quali ora si stanno prenotando, apprezzano il fatto di poter fissare l’appuntamento online da casa o mentre sono in viaggio, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Era quindi importante per noi ripristinare il prima possibile questo servizio”, erano state le parole di Zerzer.

Ma gli sforzi altoatesini per sostenere la campagna vaccinale non si sono mai fermati. Con l’obiettivo di convincere i tanti indecisi, in queste settimane l’azienda sanitaria dell’Alto Adige ha sperimentato i VaxBus: autobus attrezzati come veri e propri centri vaccinali che, senza bisogno di prenotazione, stanno facendo tappa nei comuni della provincia per raggiungere cittadini e cittadine non ancora vaccinati. Dall’accettazione al colloquio anamnestico, fino alla somministrazione: tutto avviene a bordo del VaxBus. ″È fondamentale non perdere tempo perché, rispetto a come andranno le cose in autunno, dipenderà in larga misura da quanti di noi saranno stati immunizzati per allora”, ha dichiarato l’assessore provinciale alla Salute di Bolzano Thomas Widmann.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli